Page 19 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
di vista”, ora f losof ci, ora f siologici, se non quando biologici, come quando, per
esempio si è trattato di misurare i cosiddetti tempi di reazione, ci si rende conto
che il cammino della psicologia militare è stato molto articolato e discontinuo.
In altri termini, in Italia non sembra esistere, almeno f no adesso, un “cor-
pus” dottrinario di “psicologia militare” preordinato e sistematizzato, quanto un
insieme di contributi personali, frutto della buona volontà di qualche appassio-
nato della materia o professionista del settore.
Il tema della psicologia applicata nel contesto militare è essenziale per com-
prendere quali sono stati nel tempo gli obiettivi perseguiti e le sue aree di appli-
cazione nello specif co campo e quale sia il suo ruolo attuale nelle forze armate e,
nello specif co, nell’Arma dei carabinieri.
Se questo è vero per quanto concerne la psicologia militare, in generale, tale
aspetto risulta ancor più fondato quando si parla di psicologia nell’Arma dei
carabinieri. In questo caso dobbiamo distinguere due momenti topici: il primo,
relativo a quando l’Arma dei carabinieri era parte integrante dell’Esercito Italiano
e, il secondo, quando le viene conferito il rango di “Forza Armata” .
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Il contributo della psicologia applicata al contesto militare, perciò è stato
fondamentale per garantire la preparazione e il benessere psicologico dei mili-
tari e ha coadiuvato il miglioramento dell’efficacia operativa, la prontezza men-
tale e il recupero delle truppe, fattori fondamentali per il successo delle missio-
ni militari.
La psicologia militare ha fornito strumenti per la selezione e l’addestra-
mento del personale, per affrontare le sfide legate allo stress e al trauma, per
analizzare l’organizzazione militare e per promuove la prevenzione dei conflit-
ti. La sua importanza è andate via via crescendo e oggi risiede fondamental-
mente nella necessità di comprendere e ottimizzare il fattore umano nelle
forze armate.
Ma come si è arrivati a questo punto? Ripercorriamo velocemente i
momenti storici che ha visto crescere le mansioni devolute allo “psicologo”
nell’Istituzione.
4 L’Arma dei Carabinieri, costituita nel 1814 come “Corpo dei Carabinieri Reali” e considerata
nell’Armata “il primo fra gli altri” e, dopo il compimento dell’unità d’Italia, divenne la prima
Arma del Regio Esercito. Sif atta collocazione rimase tale per i 186 anni che ne seguirono. Con
la legge delega 31 marzo 2000, n. 78 i carabinieri vennero elevati ad una “collocazione autonoma
nell’ambito del Ministero della difesa, con il rango di forza armata, e forza militare di polizia a
competenza generale”, attribuzione sancita con l’emanazione del D.Lgs. 5 ottobre 2000, n. 297.
Quindi, nell’anno 2000, all’Arma dei Carabinieri venne riconosciuto il rango di Forza Armata
ed assume una collocazione autonoma che si aggiunse all’Esercito, alla Marina e all’Aeronautica.
5 A. Albani, G. P. Lombardo, M. Proietto, 2014.
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