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GEOSTRATEGIA DEL SAHEL: IL NIGER, LABORATORIO GEOPOLITICO DELL’AFRICA SUBSAHARIANA,
                                          E LA PRESENZA ITALIANA




                    L’instabilità seguita al colpo di stato a Niamey, sebbene non riconducibile
               ad attività e pressioni poste in essere dal Cremlino , assume una particolare
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               rilevanza strategica poiché moltiplica le opzioni strategiche russe per estendere
               la propria influenza in questo Paese. Un fattore non trascurabile in questo risiko
               africano  è  che  storicamente  la  Russia,  sin  dall’era  sovietica,  viene  percepita
               come una potenza antimperialista in grado di supportare i Paesi africani nella
               loro pluridecennale lotta per liberarsi dal giogo delle ex potenze coloniali, in pri-
               mis la Francia, rappresentando un’alternativa nel sistema delle relazioni interna-
               zionali consolidato dopo il termine del secondo conflitto mondiale; a ciò si
               aggiunga il forte richiamo che il modello di leadership forte, di cui il presidente
               Putin incarna un classico stereotipo, rientra nella percezione della cultura poli-
               tica di numerosi Stati africani. Rientrano in questo quadro di maggior coinvol-
               gimento russo nell’area saheliana programmi di supporto finanziario (seppur
               fortemente ridotti dall’inizio dell’invasione in Ucraina) e l’avvio di progetti di
               sistemi civili infrastrutturali.
                    Ad affiancare l’attivismo di Mosca è la Repubblica popolare cinese, altro
               player strategico nell’ambito di questa nuova coniugazione del “grande gioco”,
               presenza che contribuisce a tener alto il livello di attenzione nelle cancellerie
               mondiali. Pechino, da tempo alla ribalta dello scenario africano, rappresenta il
               secondo maggior investitore estero in Niger dopo la Francia, risultato ottenuto
               tramite il ricorso a politiche del debito connesse al progetto della Belt and road
               initiative”  e  a  finanziamenti  erogati  dalla  Asian  Infrastructure  Investment  Bank
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               (AIIB)  per la costruzione di opere logistiche infrastrutturali quali l’oleodotto
               di 2000 km tra Agadem e il porto di Cotonou in Benin, la progettata riapertura
               degli impianti estrattivi di uranio ad Azelil (già sotto gestione francese)  e l’av-
                                                                                    24
               vio già dal 2011 delle prospezioni per l’estrazione di petrolio, altra risorsa natu-
               rale strategica per il sistema economico cinese, attraverso la costituzione di una
               joint venture tra il governo nazionale e PetroChina .
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               21   Vedasi dichiarazione del Segretario di stato USA Antony Blinken: “I think what happened,
                    and what continues to happen in Niger was not instigated by Russia or by Wagner, but... they
                    tried to take advantage of it” (cfr. https://www.bbc.com/news/world-africa-66436797#).
               22   Per una panoramica su interessi ed attività della Cina nella regione si veda https://www.pano-
                    rama.it/news/dal-mondo/cina-niger-uranio-petrolio-golpe e sulla Belt and road initiative
                    https://www.chathamhouse.org/2021/09/what-chinas-belt-and-road-initiative-bri.
               23   Una  presentazione  della  AIIB  in  https://www.ice.it/it/mercati/cina/asian-infrastructure-
                    investment-bank-aiib
               24   Relativamente alle attività estrattive dell’uranio in Niger si veda il report della World Nuclear
                    Association relativo al Niger in https://world-nuclear.org/information-library/country-pro-
                    files/countries-g-n/niger.aspx.
               25   Principale azienda cinese del settore petrolifero, nel 2023 18a tra le maggiori aziende mon-
                    diali secondo il Forbes Global 2000 Index (cfr. https://www.forbes.com/lists/global2000/).

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