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GEOSTRATEGIA DEL SAHEL: IL NIGER, LABORATORIO GEOPOLITICO DELL’AFRICA SUBSAHARIANA,
E LA PRESENZA ITALIANA
Parallelamente alla MISIN, sul territorio sub-sahariano è dislocato un con-
tingente aggregato alla EU Capacity Building Civilian Mission Sahel-Niger
(EUCAP SN), che prevede la presenza, seppur significativamente meno nume-
rosa, di un reparto CC. La EUCAP SN è una missione civile sotto egida UE,
avviata su richiesta del Niger nel 2012, volta al contrasto dei fenomeni di fon-
damentalismo islamico, la cui azione rientra nel framework della EU Common
Security Defence Policy. Il contributo europeo nell’area saheliana sviluppa la pro-
pria azione di capacity building attraverso la strutturazione di autonome forze di
sicurezza nigerine atte a contrastare efficacemente, sempre nel pieno rispetto
dei diritti umani, i fenomeni legati al terrorismo e alla criminalità organizzata,
permettendo così alle forze armate del Niger di garantire stabilità e protezione
alla popolazione civile, riducendo il tasso di violazione di diritti fondamentali.
La rilevanza geostrategica attribuita all’area ha portato l’Unione Europea
a considerare il partenariato militare come elemento primario di interesse
comunitario. In questa ottica, a complemento della EUCAP, come già richiama-
to (nota 11 pag. 3), l’UE nel febbraio 2023 ha attivato la EU Military Partnership
Mission in Niger (EUMPM), un ulteriore progetto operativo sul territorio nigeri-
no, ove però attualmente non operano militari dell’Arma dei Carabinieri.
5. Geostrategia ed interessi nazionali
Le conseguenze del golpe in Niger e più in generale il complesso delle
situazioni di instabilità che interessano la regione, ultimo il caso del colpo di stato
in Gabon nell’agosto 2023, pongono prospettive future che, se non valutate
attentamente nelle loro molteplici interconnessioni ed interazioni locali e globali,
porterebbero ad azioni non efficaci di crisis management, rischiando così un preci-
pitare dell’intera regione verso un’escalation politico-militare. I Paesi europei, sin-
golarmente e nelle loro articolazioni sovranazionali, si confrontano con una
lenta ma progressiva politica di disimpegno degli Stati Uniti, maggiormente
accentuata in Africa , legata alla scelta di destinare maggiori risorse a teatri ope-
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rativi ritenuti più strategici. Questo processo di razionalizzazione dell’influenza
statunitense, inserito in una fase in cui la Francia, riferimento europeo nel Sahel,
non appare più in grado di tutelare gli interessi occidentali nella regione, crea un
quadro strategico in cui per i governi europei si concretizza la necessità-oppor-
tunità di svolgere una funzione proattiva e assertiva in un contesto geopolitico
di primaria importanza, in cui contrasto al terrorismo, controllo delle rotte
migratorie, sicurezza dell’approvvigionamento delle risorse naturali strategiche
41 Nonostante l’ampliamento delle proprie capacities e capabilities, l’AFRICOM ha visto ridursi lo
spettro degli obiettivi strategici.
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