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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
In questo scenario di rinnovata great power competition, la posizione statuni-
tense risulta ora particolarmente indebolita: dopo una iniziale condanna del
golpe, Washington si era sostanzialmente orientata verso una forma di collabo-
razione con le nuove autorità locali. Una strategia rivelatasi, nel tempo, instabile
e non efficace, i cui limiti si sono riverberati in una forte e determinata presa di
posizione da parte della Giunta nigerina, che ha unilateralmente imposto il
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completo ritiro di tutte le forze statunitense stanziate nel Paese . Inizialmente,
nel quadro del piano strategico di presenza avanzata in Africa, gli Stati Uniti,
seguendo un’impostazione di realpolitik, avevano previsto in Niger la costituzio-
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ne di due basi con capacità operative subordinate ad USAFRICOM , l’AFB
101 a Niamey e l’AFB 201 ad Agadez, da cui assett terrestri tattico-operativi,
MQ9 Reaper e C-130 hanno effettuato azioni di proiezione strategica, affiancate
da operazioni ISR e MedEvac, fondamentali per la lotta al terrorismo nell’area.
Ma le conseguenze delle mutate scelte del governo nigerino hanno rappresen-
tano un duro colpo per l’amministrazione Biden, in particolare obbligando a
ripensare e riconfigurare la presenza statunitense in Africa, a fronteggiare un
crollo della propria credibilità politica nei confronti di tutti gli attori internazio-
nali e locali ed in ultimo ad assistere ad una prevedibile accresciuta presenza
russa nell’area .
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Ma le iniziative di contenimento degli effetti legati alle scelte del nuovo
governo nigerino hanno coinvolto anche la Economic Community of West African
States (ECOWAS), spingendo l’organizzazione sovranazionale, in realtà a carat-
tere economico, a minacciare un intervento militare .
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L’attuale fase di stallo vede le diplomazie europee e africane lavorare per
definire un percorso che porti ad un progetto di risoluzione della complessa
crisi regionale, nel difficile tentativo di garantire i singoli interessi strategici di
tutti gli actor coinvolti. Una dinamica di ricerca di un equilibrio geostrategico
resa più incerta dalla formalizzazione della “Alleanza del Sahel” tra Niger,
26 Cfr. https://www.repubblica.it/esteri/2024/04/20/news/niger_gli_usa_accettano_di_ritirare_i_pro-
pri_militari-422628074/.
27 Uno dei dodici US Unified Combatant Commands, da cui dipendono le operazioni militari
statunitensi in Africa.
28 È di questi giorni l’ingresso di unità russe presso la ex base americana AFB 101 a Niamey,
con la conseguente presa in consegna del compound, quasi a rappresentare un virtuale sim-
bolico “passaggio di consegne” nella mappa del potere nell’area saheliana; cfr.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2024/05/03/truppe-russe-nella-base-
aerea-in-niger-che-ospita-gli-usa_b23eb6ac-541e-4495-8f2f-1af55e729390.html.
29 Secondo fonti ECOWAS, l’Organizzazione prevede di disporre di una forza di 25mila uomi-
ni da impiegare come strumento estremo di risoluzione della crsi nigerina (cfr.
https://www.rfi.fr/fr/afrique/20230808-coup-d-état-au-niger-l-option-militaire-en-
suspens-une-délégation-cédéao-union-africaine-onu-à-niamey).
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