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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
3. Niger: chiave di volta del Sahel
Allargando lo spettro di analisi, contestualizzandolo in un più ampio scena-
rio strategico globale, in cui i differenti interessi nazionali degli attori coinvolti
costituiscono il framework attraverso il quale prefigurare un necessario nuovo equi-
librio regionale, il colpo di stato del 26 luglio del 2023 assume una particolare rile-
vanza in quanto ha determinato la caduta di uno degli ultimi governi filo-occiden-
tali nella regione del Sahel, segnando al contempo il fallimento della politica fran-
cese della “Francafrique”. Le numerose e dispendiose iniziative militari francesi
nella regione non hanno portato ad un rafforzamento dell’influenza francese nelle
sue ex colonie, ma, al contrario, hanno agevolato una maggior penetrazione di
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Russia e Cina , aggravando inoltre le problematiche legate al terrorismo jihadi-
sta ed ai flussi incontrollati di migranti che coinvolgono la regione . A creare
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gravi preoccupazioni nelle Cancellerie europee, in primis a Parigi, similmente a
quanto accaduto per i golpe in Mali (2021) e Burkina Faso (2022), è la prospettiva
di doversi confrontare con la presa del potere da parte di un regime militare non
allineato con le richieste occidentali in materia di gestione dei flussi migratori,
contrasto al terrorismo e presenza proattiva europea nel Paese.
A consolidare tali preoccupazioni ha contribuito la prima azione politica del
neocostituito “Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria”, guidato dal generale
Abdourahamane Tchiani, con l’arresto del presidente Mohamed Bazoum, demo-
craticamente eletto nel 2021. Gli effetti del consolidamento della giunta golpista,
con l’incremento dell’instabilità politica interna, portano necessariamente a prefi-
gurare le condizioni di un preoccupante scenario geopolitico nigerino sul modello
“nuova Libia”. Il concretizzarsi di un’eventualità di tal genere rischierebbe di river-
berarsi sulle interazioni inter ed intra-nazionali in Africa centrale, fornendo un for-
mat per ulteriori tentativi di emulazione dei violenti cambiamenti istituzionali,
modificando in tal modo il fragile “status quo” della mappa del potere nella regione.
Ma l’analisi dei prodromi del golpe nigerino si innestano in un più ampio
panorama politico regionale di insoddisfazione, anche popolare, mostrata nei
confronti delle politiche economiche e relazionali con la Francia, la cui presenza
militare e diplomatica ha funto da catalizzatore delle proteste e dei sommovi-
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menti interni ; esempio particolarmente significativo l’imposizione dell’allonta-
14 Da valutare in tal senso l’ipotesi di un eventuale coinvolgimento della Russia nel colpo di
stato di luglio, azione peraltro sempre ufficialmente negata da parte dal governo russo.
15 Strumento essenziale dell’impegno cinese nella regione il ricorso a iniziative geoeconomiche
connesse alle politiche del debito.
16 Esemplare il mancato efficace contrasto al processo di secessione del Mali del nord del 2007,
conseguenza dell’azione concertata tra movimenti salafiti e tribù Tuareg.
17 Una valutazione sulle reazioni della popolazione civile nigerina alla presenza francese e ad un
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