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GEOSTRATEGIA DEL SAHEL: IL NIGER, LABORATORIO GEOPOLITICO DELL’AFRICA SUBSAHARIANA,
E LA PRESENZA ITALIANA
namento dell’ambasciatore francese da Niamey e la successiva chiusura
dell’Ambasciata, segno evidente di un forte segnale di svolta nelle relazioni tra
i due Paesi, come sottolineato Colonnello Amadou Abdramane, membro e por-
tavoce della giunta militare al potere: “la lotta non si fermerà fino al giorno in
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cui non ci saranno più soldati francesi in Niger» .
Pur dura nei contenuti formali, la reazione francese alla drastica riduzione
della propria influenza nell’area non ha preso le forme di un intervento militare,
segno evidente di una situazione internazionale estremamente complessa nelle
sue interazioni; quel che appare evidente è il vuoto di potere che si è venuto a
creare nel Paese, vuoto che inevitabilmente spinge le great powers e alcune delle
principali potenze regionali a valutare un coinvolgimento più attivo nel Paese,
configurando il Niger come pivot per ampliare le proprie sfere d’influenza nel
Sahel, il cui eventuale controllo rappresenta un tassello fondamentale per le
rispettive politiche estere nazionali.
In particolare, questo lento ma progressivo processo di penetrazione e
proiezione di potenza in Africa centro-occidentale, conseguenza del ridimen-
sionamento della presenza francese, vede un incremento del livello delle attività
di Turchia, Russia e Cina, attività che si affiancano all’impegno sostenuto nel-
l’area da parte dell’UE e dell’Italia.
In questo scenario, la Turchia ha inserito il Niger nel quadro della strategia
nazionale della “Mavi Vatan” (Patria blu), ovvero il tentativo in ottica post-otto-
mana di ritrovare un ruolo di prestigio nel panorama internazionale, seppur
coniugata in una dimensione continentale e non specificamente marittima. Il
Niger si colloca come priorità tattica in senso stretto e nonostante sia un Paese
senza sbocco sul mare, viene concepito strategico da Ankara per la sua funzio-
ne di “retrovia” della Libia, rendendo di conseguenza il controllo delle sue fron-
tiere un elemento importante dell’influenza turca nel Mediterraneo. Tramite il
Niger il governo turco, perseguendo una strategia su un doppio binario, mira
da un lato a supportare la propria significativa presenza in Libia e dall’altro a
porre le basi per un avvicinamento alle coste dell’Atlantico via Benin; il Niger
svolge infatti l’importante ruolo di connettore tra l’area mediterranea e quella
atlantica, tappa obbligata per la creazione di uno snodo oceanico che permet-
terebbe ad Ankara di evitare i choke point di Gibilterra o Suez, al pari di quanto
pianificato verso l‘Indiano tramite il porto di Mogadiscio.
eventuale presenza russa sul territorio nazionale in https://www.bbc.com/news/world-afri-
ca-66365376.
18 Le combat ne s’arrêtera que le jour où il n’y aura plus aucun militaire français au Niger, (cfr.
https://www.jeuneafrique.com/1478899/politique/au-niger-nouvelles-manifestations-
pour-reclamer-le-depart-des-soldats-francais/).
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