Page 157 - Rassegna 2024-2
P. 157

GEOSTRATEGIA DEL SAHEL: IL NIGER, LABORATORIO GEOPOLITICO DELL’AFRICA SUBSAHARIANA,
                                          E LA PRESENZA ITALIANA




               namento  dell’ambasciatore  francese  da  Niamey  e  la  successiva  chiusura
               dell’Ambasciata, segno evidente di un forte segnale di svolta nelle relazioni tra
               i due Paesi, come sottolineato Colonnello Amadou Abdramane, membro e por-
               tavoce della giunta militare al potere: “la lotta non si fermerà fino al giorno in
                                                              18
               cui non ci saranno più soldati francesi in Niger» .
                    Pur dura nei contenuti formali, la reazione francese alla drastica riduzione
               della propria influenza nell’area non ha preso le forme di un intervento militare,
               segno evidente di una situazione internazionale estremamente complessa nelle
               sue interazioni; quel che appare evidente è il vuoto di potere che si è venuto a
               creare nel Paese, vuoto che inevitabilmente spinge le great powers e alcune delle
               principali potenze regionali a valutare un coinvolgimento più attivo nel Paese,
               configurando il Niger come pivot per ampliare le proprie sfere d’influenza nel
               Sahel, il cui eventuale controllo rappresenta un tassello fondamentale per le
               rispettive politiche estere nazionali.
                    In particolare, questo lento ma progressivo processo di penetrazione e
               proiezione di potenza in Africa centro-occidentale, conseguenza del ridimen-
               sionamento della presenza francese, vede un incremento del livello delle attività
               di Turchia, Russia e Cina, attività che si affiancano all’impegno sostenuto nel-
               l’area da parte dell’UE e dell’Italia.
                    In questo scenario, la Turchia ha inserito il Niger nel quadro della strategia
               nazionale della “Mavi Vatan” (Patria blu), ovvero il tentativo in ottica post-otto-
               mana di ritrovare un ruolo di prestigio nel panorama internazionale, seppur
               coniugata in una dimensione continentale e non specificamente marittima. Il
               Niger si colloca come priorità tattica in senso stretto e nonostante sia un Paese
               senza sbocco sul mare, viene concepito strategico da Ankara per la sua funzio-
               ne di “retrovia” della Libia, rendendo di conseguenza il controllo delle sue fron-
               tiere un elemento importante dell’influenza turca nel Mediterraneo. Tramite il
               Niger il governo turco, perseguendo una strategia su un doppio binario, mira
               da un lato a supportare la propria significativa presenza in Libia e dall’altro a
               porre le basi per un avvicinamento alle coste dell’Atlantico via Benin; il Niger
               svolge infatti l’importante ruolo di connettore tra l’area mediterranea e quella
               atlantica, tappa obbligata per la creazione di uno snodo oceanico che permet-
               terebbe ad Ankara di evitare i choke point di Gibilterra o Suez, al pari di quanto
               pianificato verso l‘Indiano tramite il porto di Mogadiscio.

                    eventuale presenza russa sul territorio nazionale in https://www.bbc.com/news/world-afri-
                    ca-66365376.
               18   Le  combat  ne  s’arrêtera  que  le  jour  où  il  n’y  aura  plus  aucun  militaire  français  au  Niger,  (cfr.
                    https://www.jeuneafrique.com/1478899/politique/au-niger-nouvelles-manifestations-
                    pour-reclamer-le-depart-des-soldats-francais/).

                                                                                        155
   152   153   154   155   156   157   158   159   160   161   162