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I BOSCHI VETUSTI: AVERNE CURA OGGI PER IL NOSTRO FUTURO DI DOMANI
per la massiccia presenza, in termini di quantità e qualità, di specie e ambienti particolari
promuovendo lo stoccaggio a lungo termine del carbonio nella biomassa, necromassa
e suolo con un ruolo fondamentale nella strategia futura di protezione e resistenza
anche agli eventi climatici estremi oltre che per la particolare valenza paesaggistica.
2. Definizione e caratteristiche del bosco vetusto
Il concetto di bosco e foresta vetusta si sono modificati nel tempo risco-
prendo un superiore valore ecologico e scientifico nella tutela del bosco in sé
stesso rispetto a quello prettamente “economico” legato ai tagli.
Recentemente, in Italia, la legge si è occupata di boschi vetusti attraverso il
Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali del 2018. La definizione nor-
mativa più aggiornata di bosco vetusto è stata data nel 2019 con il D.L. n. 111,
legge di conversione del «Decreto clima» che modifica l’articolo 3 del Testo unico
in materia di foreste e delle filiere forestali, D.Lgs. n. 34 del 2018, introducendo la
seguente definizione: superficie boscata costituita da specie autoctone spontanee coerenti con il
contesto biogeografico, una biodiversità caratteristica conseguente all’assenza di disturbi da almeno
60 anni e la presenza di stadi seriali legati alla rigenerazione ed alla senescenza spontanee. Al
Testo Unico è seguito il decreto regolamentare del Ministro delle Politiche
Agricole Alimentari e Forestali di concerto con il Ministro della Transizione
Ecologica, del 19 novembre 2021, n. 608943, il quale ha fornito le linee guida per
l’identificazione dei boschi vetusti ove sono state approvate le “Linee guida per
l’identificazione delle aree definibili come boschi vetusti e le indicazioni per la loro
gestione e tutela” anche al fine della creazione della Rete nazionale dei boschi vetu-
sti di cui all’articolo 7, comma 13-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2018, n.34.
La Rete nazionale dei boschi vetusti è stata istituita con decreto MASAF del 5 aprile
2023 n. 193945. Ad oggi, in Italia, grazie allo studio condotto dalla Società italiana di selvi-
coltura ed ecologia forestale (SISEF), risulta siano stati individuati 166 boschi aventi caratteri-
stiche di vetustà, per una superficie complessiva di oltre 4.000 ettari. Tutti i boschi vetusti ricono-
sciuti e identificati come tali dalle singole Regioni saranno inseriti nella Rete nazionale, alla cui
gestione, monitoraggio e aggiornamento provvederà la Direzione generale delle foreste del
MASAF, sul modello operativo già adottato con successo per la tutela degli alberi monumentali
d’Italia. Nella Rete nazionale dei boschi vetusti vengono inserite, in una sezione a parte, anche le
13 faggete vetuste primordiali riconosciute dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’umanità,
per un ulteriore superficie complessiva di 2.150 ettari. Tutte le foreste vetuste d’Italia iscritte nella
Rete nazionale saranno consultabili sul sito web del MASAF e mappate nella Carta forestale
d’Italia, a cura della Direzione generale delle foreste, del CREA e dell’Università di Firenze .
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3 MASAF, Brochure divulgativa Boschi vetusti https://www.politicheagricole.it/flex/
cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19894 consultato il 14 febbraio 2024.
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