Page 65 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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SICILIA LIBERATA.
                            VITA E MORTE DEL MARESCIALLO D’ALLOGGIO PIETRO PURPI




                    Il 18 gennaio 1943 è mobilitato “per
               esigenza del servizio T.F. e T.C. con la sta-
               zione  CC  di  Villalba”.  Cessa  di  essere
               mobilitato per questo incarico il 18 luglio
               1943. Dal 19 luglio 1943 è mobilitato con
               la  Legione  Carabinieri  di  Palermo.  Il  4
               dicembre  1943,  giorno  del  suo  decesso,
               “Cessa di trovarsi in territorio dichiarato
               in istato di guerra”.


               5.  Le indagini dell’Arma
                    Nel febbraio 1946, il tenente Silvio
               Porcelli  relaziona  al  Comando  del
               Gruppo  dei  Carabinieri  Reali  di
               Caltanissetta  in  merito  alla  morte  del
               maresciallo Purpi:                              Maresciallo Ordinario d’Alloggio
                                                                      Pietro Purpi
                    Alle ore 18,30 circa del 4 dicembre 1943, men-
               tre il maresciallo alloggio a p. PURPI Pietro, comandante della stazione di Villalba, unitamente all’avv.
               Farina Beniamino di Michele ed al Presidente Scarlata Giuseppe, stavano per entrare in quel circolo “dei
               civili” contro di essi venivano esplosi due colpi di moschetto 1891 ad opera di due individui di statura
               piuttosto bassa imbacuccati in scapolari, i quali poscia si davano alla fuga.
                    Uno di essi feriva gravemente il maresciallo Purpi. L’avvocato Farina che aveva fatto a tempo di
               notare i due assassini inseguiva uno di essi che si dirigeva verso l’Agenzia del Banco di Sicilia e a qualche
               metro di distanza dal Palazzo Orlando dopo di avergli inutilmente intimato il fermo, gli esplodeva due
               colpi di pistola che asportava regolarmente senza offendere perché lo sconosciuto riusciva a dileguarsi. Il
               maresciallo, quasi agonizzante, veniva in un primo tempo ricoverato nel “Circolo” e successivamente tra-
               sporta[to] nella locale caserma dell’Arma, dove, alle ore 20,30 circa cessava di vivere.
                    Venivano approntate le prime cure dal medico condotto, Dr. Di Prima Calogero, il quale accertava
               che il maresciallo Purpi presentava una ferita alla regione prevertebrale destra in corrispondenza della deci-
               ma rotola lombare diametro circa tre millimetri ed un’altra ferita alla regione posternale in corrispondenza
               del settimo spazio intercostale destro dello stesso diametro.
                    Secondo il giudizio medico la ferita alla regione prevertebrale presentava il foro d’entrata e quella
               della regione posternale il foro d’uscita. La morte avveniva per emorragia interna.
                    L’azione di fuoco veniva agevolata dalla luce del circolo all’atto in cui si apriva la porta per dar
               passaggio alle dette tre persone.
                    A sinistra della porta d’ingresso si notava un foro nel muro dove si riveniva un frammento di pal-
               lottola adoperata dagli assassini.
                    Da ciò emerge chiaramente che i colpi sparati secondo le testimonianze erano stati effettivamente
               due, di cui uno colpiva il maresciallo e l’altro andava a finire nel muro.

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