Page 330 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
SOMMARIO: 1. La Resistenza e l’arte. Il ruolo e la memoria. - 2. L’arte interpreta la
Resistenza dei Carabinieri. Le collezioni del Museo Storico dell’Arma. - 3.
L’arte come riconoscenza ai Carabinieri da parte della comunità ebraica. - 4.
La Resistenza dei Carabinieri nei monumenti pubblici. - 5. La settima arte, il
teatro e la Resistenza dei Carabinieri. - 6. Conclusioni.
1. La Resistenza e l’arte. Il ruolo e la memoria
L’utilità dell’arte giace nella storia dell’uomo. Sin dall’età della pietra l’es-
sere umano sperimenta l’urgenza di rappresentare il suo vissuto, comunicando-
lo attraverso forme visive che restino impresse nel tempo e che possano perdu-
rare nelle generazioni. Tale necessità nasce da una pulsione umana che attinge
dalla capacità dell’arte di procurare nell’individuo una catarsi e, di riflesso, susci-
tare lo stesso processo in chi ne fruisce. Infatti, attraverso la rappresentazione
della propria realtà interiore, l’artista metabolizza il dolore e concede all’osser-
vatore una possibilità di immedesimazione.
L’arte, col suo potere di immobilizzare la vita, ne consente l’osservazione,
in tutte le sue epoche, culture e mutazioni e ne trasmette gli aspetti più vari: non
solo quelli più poetici, ma anche i più drammatici, ponendosi così come un per-
fetto strumento di interpretazione della realtà. Non a caso, essa ci ha fornito
interessanti prospettive che consentono una ricostruzione molto dettagliata
della storia del nostro Paese e, per quanto attiene agli anni del secondo conflitto
mondiale, l’opera d’arte si traduce in un vero e proprio documento, testimo-
nianza di quei drammatici eventi che hanno animato la Resistenza e la Guerra di
Liberazione. In questo periodo la produzione artistica fu fortemente condiziona-
ta dalla restrittiva politica del regime fascista, ma al contempo animata da un
notevole fermento che si tradusse nelle aspettative e nelle interpretazioni trat-
teggiate molto spesso con crudezza ed estremo realismo, da coloro che cerca-
rono di raccontare, o meglio denunciare, proprio attraverso l’arte, ciò che stava
accadendo in Italia: lo Stato riorganizzava il settore espositivo, sia per avere un
maggiore controllo sull’iconografia, sia per regolare i rapporti tra la produzione
e il pubblico. La reazione determinò lo sviluppo di una “Resistenza intellettua-
le” che si mosse di pari passo e quasi a sostegno di quella armata, fatta dai par-
tigiani e dai fronti clandestini operanti sul territorio, di cui i Carabinieri costitui-
rono una componente particolarmente attiva e fondamentale.
In questo difficile scenario, gli artisti, con grande coraggio, decisero di pre-
sentare al mondo intero quanto stava accadendo. Da Mario Mafai, Renato Birolli
fino a Renato Guttuso comparvero le prime opere rivelatrici della realtà italiana
degli anni Quaranta, testimonianze implacabili delle uccisioni e dei massacri
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