Page 297 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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LA VITA A ROMA NEL 1943 DALLE PAGINE DEI QUOTIDIANI
si ferma mostrando il segno della censura per proseguire in maniera meno
diretta ma con chiari riferimenti […] ad una pronta reazione ad eventuali attacchi da
qualsiasi altra provenienza […] citando alla fine le parole di Badoglio. Nella crona-
ca di Roma accanto ad un piccolo trafiletto dal titolo “Equilibrio dei Romani”,
dove si fa cenno al senso civico e collaborativo dei romani verso le forze del-
l’ordine, e all’annuncio del coprifuoco anticipato alle 21:30 trova spazio l’im-
mancabile programmazione radiofonica, cinematografica e teatrale con regolari
spettacoli al Valle, al Quirino, all’Eliseo, al Brancaccio e al Quirinetta dove con-
tinuano ad andare in scena spettacoli a favore dei sinistrati della Sicilia e di
Roma. La notte di venerdì 10 tra le 22:00 e le 22:30 Roma subisce un nuovo
bombardamento nelle zone di Castro Pretorio, Tiburtino e San Lorenzo, da
“apparecchi di nazionalità sconosciuta” come riporta «Il Piccolo» nell’edizione
di sabato 11 settembre. Il giorno seguente, domenica 12, i romani aprendo «Il
Messaggero» trovano una doppia notizia che gli spegnerà ogni speranza sulla
imminente fine della guerra.
La prima notizia annuncia “Le disposizioni dell’autorità militare per il
mantenimento dell’ordine a Roma” emanate dal generale Calvi di Bergolo
comandante militare della città mentre la seconda riporta “Le disposizioni del
Comando tedesco”, o come le titola Il Popolo di Roma “Un’ordinanza del mare-
sciallo Kesselring”. Dieci punti con tanto di firma finale “Feldmaresciallo
Kesselring” che non lasciano spazio a fraintendimenti, al punto n. 4 infatti si
legge: “Gli organizzatori di scioperi, i sabotatori ed i francotiratori saranno giu-
dicati e fucilati per giudizio sommario”. Nelle settimane a seguire sui giornali la
“cronaca di Roma” si trovano notizie varie: di ordine pubblico che invitano il
popolo romano alla calma, di fatti quotidiani come furti e ricerca di persone
scomparse a seguito dei bombardamenti o quelle più ingenti sulle disposizioni
per la distribuzione di carne, uova, latte, zucchero e pane. Presenti nella cronaca
le programmazioni degli spettacoli tra i quali spicca il 30 settembre la “Grande
prima” al cinema Splendore del film di genere storico Rita da Cascia di Antonio
Leonviola al suo debutto come regista.
Momento più appropriato per l’uscita nelle sale di questo film forse non
poteva esserci poiché Santa Rita da Cascia, dalla sua canonizzata nel 1900 era
conosciuta come la Santa dei casi impossibili o Santa delle cause perse. Dopo
l’Armistizio andò a peggiorare invece la situazione nel campo delle arti figura-
tive a seguito della razzia delle opere d’arte presso musei e gallerie perpetrata
dai nazisti. Un vero e proprio saccheggio che vide molti funzionari della
Sovrintendenza e personale dei musei impegnati a mettere al sicuro e addirittura
nascondere molti capolavori d’arte.
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