Page 299 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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LA VITA A ROMA NEL 1943 DALLE PAGINE DEI QUOTIDIANI
no a cui è stata rubata la bicicletta, denuncia il furto della bicicletta ad un agente.
Interessato dal dialogo tra i due entra in scena un terzo uomo che chiede al bri-
gadiere novità, ricevuta risposta che si trattava di una bicicletta si allontana non
interessato. Questo terzo uomo è un giornalista che sostava in commissariato
per prendere notizie da inserire sulla cronaca. Poche e rapide battute che però
raccontano di una realtà che si ritrova in molte cronache nei quotidiani del
1943: quella dei piccoli furti come portafogli, gioielli e biciclette, mezzo di tra-
sporto quest’ultimo popolare ma prezioso in quegli anni. Notizie che però negli
anni del dopoguerra non interessava più pubblicare. Un piccolo dettaglio di vita
reale che a De Sica sembra non era sfuggito e che, inserito nel film, dramma-
tizza ulteriormente la condizione di frustrazione del derubato il cui furto della
biciletta, se incide gravemente per la sussistenza della sua famiglia non era
ormai più nulla di significativo per la società. In Ladri di Bicilette una scena è
dedicata anche ai Carabinieri: quando il protagonista dopo aver inseguito il pre-
sunto ladro si imbatte in un gruppo di malintenzionati che lo circondano
minacciandolo, un “buon Carabiniere” giunge, chiamato dal figlio del protago-
nista, ed evita il peggio placando gli animi della folla e offrendo consigli di buon
senso al protagonista.
Il quotidiano “l’Unità” del 26 ottobre 1943
(Collezione autore)
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