Page 292 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
2. Gennaio - 18 luglio
La prima metà dell’anno trascorse con relativa calma e con una pressoché
normalità. Per quanto riguarda l’arte, nonostante il piano nazionale di messa in
sicurezza delle opere d’arte mobili e immobili e l’ordine di chiudere le sedi
museali disposto nel 1940 dal Ministero dell’Educazione Nazionale, il 16 mag-
gio venne inaugurata presso il Palazzo delle Esposizioni la IV edizione della
Quadriennale nazionale d’arte di Roma che si concluse il 31 luglio.
Malgrado le difficoltà finanziarie legate all’emergenza bellica, che ebbero
inevitabili ripercussioni sull’organizzazione logistica della mostra, furono 1.300
le opere esposte in quarantasei sale.
Due furono le linee artistiche dell’esposizione: la prima vide insieme
astrattisti e futuristi, la seconda era quella dei pittori figurativi. Il primo premio
per la scultura fu riconosciuto a Giacomo Manzù mentre Gianni Vagnetti si
aggiudicò quello per la pittura.
Al pari delle arti figurative anche l’industria cinematografica, entrata nelle
grazie del regime fascista, continuava a lavorare e nel 1943 in Italia uscirono ben
novantadue film di vario genere tra commedie, film storici e di guerra.
In quell’anno a Roma si registrano circa settanta sale cinematografiche,
alcune delle quali ancora in funzione come il Giulio Cesare, il Quattro Fontane
e il Barberini, che restarono quasi sempre aperte. Tra i film più noti del 1943 il
primo è I bambini ci guardano diretto da Vittorio De Sica, realizzato a cavallo tra
il 1942 e 1943, presentato a Roma in anteprima in primavera conobbe difficoltà
distributive causate dalle contingenti vicende belliche.
Il secondo film, di genere drammatico, è Ossessione diretto da Luchino
Visconti liberamente ispirato al romanzo Il postino suona sempre due volte di James
M. Cain. Queste due pellicole, assieme a 4 passi fra le nuvole di Alessandro Blasetti
del 1942, segnarono un momento di svolta per il cinema italiano anticipando di
pochi anni il neorealismo. Un altro film che aiuta ad immergersi nella quotidia-
nità della vita romana e nelle privazioni dell’epoca, nonostante non accenni alla
guerra se non di riflesso, è Campo de fiori del 1943 diretto dal regista Mario
Bonnard.
Anche questa pellicola è considerata un’antesignana del cinema neorealista
italiano perché girato non su set cinematografici ma nella nota piazza romana
ed in case e botteghe vere così come innovativa fu la scelta di far recitare gli
attori, tra cui Anna Magnani, Aldo Fabrizi e Peppino de Filippo, in romanesco.
Le sale cinematografiche erano il luogo dove meglio di altri il regime fascista
poteva fare propaganda di massa attraverso la proiezione dei Cinegiornali
LUCE.
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