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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Dal 14 al 26 gennaio nella città marocchina (sotto il controllo degli Alleati
dallo sbarco dell’8 novembre 1942 in Algeria e Marocco e dopo aver sconfitto i
francesi fedeli a Vichy), il presidente americano Franklin Delano Roosevelt e il
Primo ministro britannico Winston Churchill con i rispettivi capi militari decisero
di alleggerire il peso sostenuto dalle armate russe impegnando il nemico su un
secondo fronte e dare così il via alla liberazione dell’Europa dal giogo nazifascista.
Alla conferenza venne invitato anche Stalin che non partecipò ma che, tenuto
informato, diede la sua adesione. Dopo una serie di proposte fu deciso di aprire
il secondo fronte con uno sbarco, stabilito per il mese di luglio, di truppe ameri-
cane, britanniche e canadesi in Sicilia per continuare poi l’invasione dell’Italia con-
tinentale e farla così uscire dal conflitto. Il nome in codice scelto per la campagna
militare fu Operazione Husky, un’operazione che si prospettava anche come prova
generale del più vasto sbarco in Normandia dell’anno successivo.
A livello nazionale il 1943 segnò l’ingresso ad un terzo anno di guerra. Sui
fronti esterni la situazione era ormai capitolata: a fine gennaio in Russia gli ita-
liani, lì dal 1941 con i tedeschi per l’operazione Barbarossa, venivano sconfitti
da parte dell’Armata rossa e pochi mesi dopo, il 15 maggio, si concludeva defi-
nitivamente anche la guerra in Africa settentrionale dopo la sconfitta e la suc-
cessiva resa delle truppe italo-tedesche nelle mani degli Alleati.
Nel fronte interno la situazione era drammatica anche per la popolazione civi-
le, dal giugno del 1940, circa ventiquattr’ore dopo la dichiarazione di guerra a Francia
e Gran Bretagna, le città del nord e del sud del Paese furono sistematicamente e
pesantemente bombardate per la presenza di fabbriche, porti e snodi ferroviari di
rilevanza strategica: Torino, che fu la prima città italiana ad essere bombardata l’11
giugno 1940, Genova e Milano subirono più di cinquanta attacchi aerei ciascuna; le
città portuali del sud come Messina, bombardata per la prima volta il 23 giugno
1940, e Napoli ne registrarono più di un centinaio. In mezzo a questa immane tra-
gedia la città di Roma viveva invece come in un limbo, lontana da ogni fronte di
guerra e in parte sicura della sua inviolabilità un po’ per l’assenza di industrie un po’
per la presenza del Papa. Con il 1943 la situazione cambiò drasticamente e una serie
di avvenimenti politici e militari segnarono le sorti tanto dell’intera nazione quanto
quelle della Città Eterna e della sua popolazione lasciando tracce materiali e imma-
teriali che ancora oggi sussistono in diverse zone della città. Un anno che possiamo
ripartire in nove differenti momenti connessi tra loro ma allo stesso tempo distin-
ti per l’effetto sorpresa con cui si presentarono di volta in volta alla popolazione:
gennaio-18 luglio, sei mesi di relativa calma;
19 luglio primo bombardamento della città;
25 luglio il Gran Consiglio del Fascismo destituisce Benito Mussolini;
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