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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  26 settembre - il colonnello Kappler, comandante della Gestapo, impone ai rappresen-
                  tanti delle comunità ebraiche di versare cinquanta chilogrammi d’oro, pena la depor-
                  tazione. La somma, anche con l’aiuto di molti italiani non ebrei, è consegnata.
             1943 ottobre - Costituzione del Fronte clandestino di resistenza dei Carabinieri agli ordini
                  del generale Filippo Caruso, inquadrato nel Fronte Militare Clandestino guidato dal
                  colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo.
                  7 ottobre - a Roma oltre duemila Carabinieri (alcune stime arrivano sino a 2.500)
                  sono catturati e deportati. La decisione maturata dai tedeschi è legata all’opposizio-
                  ne che i Carabinieri avrebbero fatto dinanzi ad una richiesta di procedere al rastrel-
                  lamento degli ebrei (effettuato il 16 successivo) o contribuire efficacemente a una
                  rivolta  popolare.  Il  Ministro  della  Difesa  Nazionale  della  Repubblica  Sociale
                  Italiana, Rodolfo Graziani, ordina il disarmo dei Carabinieri della Capitale, la loro
                  immediata cattura e la deportazione da parte delle truppe tedesche.
                  13 ottobre - il governo Badoglio dichiara guerra alla Germania.
                  16 ottobre - rastrellamento nel ghetto e deportazioni di oltre mille ebrei Romani nei
                  campi di sterminio nazisti; torneranno solo in sedici.
             1943 novembre - tutto il mese, come già avvenuto ad ottobre, è caratterizzato da attacchi e
                  sabotaggi da parte della Resistenza, mentre le operazioni alleate subiscono un ral-
                  lentamento nell’avanzata su Roma.
             1943 dicembre - continuano le attività della Resistenza. Tra le azioni più eclatanti gli attac-
                  chi all’Hotel Flora, sede del comando e del tribunale di guerra tedesco, e al corpo
                  di guardia tedesco di Regina Coeli. I fascisti e la Gestapo aumentano le violenze,
                  anche contro edifici della Santa Sede; si distingue l’efferatezza della banda fascista
                  di Pietro Koch.
             1944 22 gennaio - sbarco alleato ad Anzio, grande euforia tra i romani e nel movimento di
                  Resistenza, ma le truppe anglo-americane restano inchiodate alla testa di ponte. Al
                  seguito delle truppe alleate vi è il “Contingente R” costituito dai Carabinieri del
                  colonnello Perinetti che hanno il compito di occupare le antiche sedi dell’Arma e
                  garantire l’immediato funzionamento di tutti i comandi Carabinieri.
                  23 gennaio - su delazione, il tenente colonnello Giovanni Frignani, l’ufficiale che
                  aveva proceduto al cosiddetto “arresto” di Mussolini, il maggiore Ugo De Carolis
                  e il capitano Raffaele Aversa, tutti elementi della Banda Caruso, furono arrestati
                  dalla polizia tedesca e rinchiusi nelle carceri di via Tasso, per essere fucilati il 24
                  marzo 1944 alle Fosse Ardeatine.
             1944 3 febbraio - nella notte e nelle prime ore del 4 febbraio agenti della famigerata banda
                  condotta da Pietro Koch violano l’extraterritorialità della Basilica di San Paolo fuori
                  dalle mura e arrestano sessantasette rifugiati.
                  16 febbraio - bombardamento su Roma. Sfilano per la città i prigionieri alleati cattu-
                  rati ad Anzio.
                  29 febbraio - controffensiva tedesca contro la testa di ponte di Anzio. La linea degli
                  americani resiste.
             1944 marzo - la Gestapo procede a un addestramento massiccio, nella zona tra Piazza
                  Venezia e Piazza di Spagna, di uomini da deportare ai lavori forzati in Germania.
                  23 marzo - attentato a via Rasella, ad opera del Gruppo Azione Patriottica, trentatré
                  soldati tedeschi del Polizeiregiment Bozen restano sul terreno. Un altro muore qualche
                  giorno dopo le ferite riportate.

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