Page 284 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 284

NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  A solo titolo esemplificativo, si potreb-
             be proporre un simbolo che parta dal noto
             bassorilievo  realizzato  da  Antonio  Berti,  in
             cui una donna con in capo una corona turrita,
             chiaro simbolo dell’Italia, bacia un carabiniere
             con gli occhi chiusi: è l’omaggio che la Patria
             fa al sacrificio di quei Carabinieri che si sono
             immolati in quel buio momento della storia.


             9.  Conclusioni
                  La riflessione presentata in queste pagi-
             ne vuole rappresentare un tentativo di imma-
             ginare una mostra che, basata su competenze   Premio  Menorah  d’oro  assegnata
             in-house,  possa  offrire  grandi  opportunità  di   all’Arma dei Carabinieri da parte della
             comunicazione di un periodo molto comples-    comunità ebraica
             so per il visitatore. Si tratta di comunicare con   (Fonte: fotografia di Vincenzo Longobardi)
             la sensibilità propria di chi vive l’Istituzione al suo interno qualcosa che riguarda
             la propria storia con l’ausilio di chi la conosce a fondo attraverso l’esperienza e
             le competenze nel campo storico e museale.
                  L’obiettivo dell’esposizione è legato alla necessità di comunicare un mes-
             saggio chiaro: i Carabinieri furono forza dell’ordine e forza combattente, distin-
             guendosi sia in un campo sia nell’altro. In particolar modo, molti di essi rimasero
             al loro posto, anche in un periodo dove tutte le altre istituzioni si sfaldavano,
             garantendo la presenza e la continuità di uno Stato in dissoluzione. L’uniforme
             del Carabiniere rappresentò un elemento di stabilità e dove le uniformi non furo-
             no tollerate, come nella Repubblica Sociale Italiana, la stabilità che queste porta-
             rono svanì trascinando con sé le popolazioni di quelle città e di quei borghi che
             furono  vittime  della  barbarie  nazi-fascista  che  ha  tormentato  il  nostro  Paese
             dall’8 settembre 1943 sino alle Liberazione d’Italia il 25 aprile 1945.
                  In questo senso, la mostra vuole ricordare l’impegno e il sacrificio di que-
             gli uomini che, in molti casi, arrivarono a sacrificare anche essi stessi per un
             bene superiore, per la costruzione di un Paese migliore che gli italiani, attraverso
             la scelta del 2 giugno 1946 decisero essere la Repubblica Italiana.






             278
   279   280   281   282   283   284   285   286   287   288   289