Page 265 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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1943
I CARABINIERI PARACADUTISTI E LA RESISTENZA
Guerra di Liberazione. Fronte di Bologna Marzo 1945. Il brigadiere Benedetto Romano reca sul
braccio sinistro le insegne del gruppo di combattimento, il brevetto di paracadutista e il grado
(Fonte: Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, Fototeca, 46.256 bis R)
5. Considerazioni
Riflettendo sui fattori che condizionarono il comportamento dei singoli
carabinieri paracadutisti dopo l’Armistizio, emerge la rilevanza del luogo ove il
militare prestava servizio all’atto dell’annuncio. Per coloro infatti che si ritrova-
rono nei territori dell’Italia liberata, non fu necessario decidere da che parte
stare o se proseguire il servizio, rischiando di essere accusati di collaborazioni-
smo. Proprio questo aspetto meriterebbe un rinnovato, costante e approfondito
studio tramite il carteggio della discriminazione dei militari.
Contrariamente chi si trovò a nord di Roma, nei territori della Repubblica
Sociale, dovette decidere se scappare o restare in servizio. Esiste poi, come già
detto, quel cospicuo numero di carabinieri paracadutisti che, ritrovandosi pri-
gionieri degli inglesi, non furono mai messi di fronte a nessuna scelta. Altri due
fattori da considerare sono la propensione monarchica degli uomini e la figura
dei comandanti. Tra questi Alessi è sicuramente il personaggio chiave e deter-
minate in ragione del fatto che fu proprio lui a forgiare e guidare i primissimi
carabinieri paracadutisti. L’ufficiale oltre a dimostrasi valido dal punto di vista
tattico, fu un riferimento morale e spirituale, stimato dai suoi uomini.
A riprova del suo ascendente, è sicuramente utile citare la lettera che gli
venne inviata dal brigadiere Romano Benedetto il 26 novembre 1942 all’indomani
dello scioglimento della sezione carabinieri paracadutisti addetta alla “Folgore”.
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