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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




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             3.  Comportamento  della  314   sezione  carabinieri  paracadutisti  addetti
               alla “Nembo” dopo l’Armistizio
                  Come ampiamente trattato dalla storiografia, i Carabinieri Reali il 25 luglio
             1943 trassero in arresto a Roma Benito Mussolini, infliggendo un duro colpo
             al regime fascista. Poi con la liberazione del Duce, avvenuta il 12 settembre
             1943 dalla prigione di Campo Imperatore, il regime fascista riprese vigore ed il
             paese precipitò nella guerra civile.
                  In tale contesto il comportamento dei Carabinieri Reali paracadutisti della
             314ª sezione addetti alla “Nembo”, impiegati in Sardegna nei tormentati giorni
             del dopo Armistizio, non ebbe alcuna esitazione. Gli uomini svolsero numerosi
             servizi di pattugliamento per rastrellare i parà della “Nembo” sbandati, in attesa
             di ordini che mai arriveranno . Tale confusione, militare e morale, determinò
                                         (7)
             proprio la morte del Capo di Stato Maggiore della divisione “Nembo”. Il 12
             settembre 1943 due carabinieri paracadutisti della 314ª sezione: Giuseppe De
             Luca e Quinto Bernabè, scortarono il colonnello Bechi Luserna presso la loca-
             lità ove stazionava il 12° Battaglione “Rizzati ” in procinto di attuare autono-
                                                        (8)
             mamente un improbabile rientro in Patria. Già in precedenza, nel primo pome-
             riggio del 9, il predetto battaglione aveva ricevuto la visita del generale Ronco,
             comandante della divisione “Nembo”, che aveva esortato gli uomini ad atten-
             dere gli ordini, di cui lui stesso aspettava l’arrivo.
                  Giunti  nei  pressi  di  Macomer  l’autovettura  con  a  bordo  il  colonnello
             Luserna e i militari dell’Arma entrò nell’accampamento del predetto reparto.
             Gli  uomini  stavano  bivaccando  in  attesa  del  rientro  del  loro  comandante,  il
             maggiore Rizzati, che con altri due ufficiali si era recato a Macomer al fine di
             accertare  come  mai  la  circolazione  sull’arteria  stradale  fosse  bloccata.  Fatto
             arrestare il veicolo, il colonnello Bechi Luserna venne raggiunto da alcune per-
             sone, tra cui il capitano Alvino che, gridando, lo accusarono di essere un tradi-
             tore. Ne seguì un breve colloquio che fu interrotto da una serie di colpi di arma
             da fuoco proprio all’indirizzo del capo di Stato Maggiore. Colpito, l’ufficiale
             cadde riverso a terra.
                  Stessa sorte toccò al Carabiniere Quinto Bernabè che, dopo aver avuto una
             colluttazione, era stato colpito al fianco sinistro con un colpo di pistola a brucia-
             pelo . L’altro Carabiniere Giuseppe De Luca venne stordito con un colpo alla
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             testa e sopraffatto dalla schiacciante superiorità numerica degli assalitori.

             (7)  ASAC,  D802.18  relazione  storica  datata  1°  novembre  1943  a  firma  del  sottotenente
                  Giuseppe Giardina.
             (8)  Appellativo tratto dal cognome del comandante del battaglione.
             (9)  ASAC,  D802.10,  f.n.  2/2,  datato  1°  novembre  1943  della  184   Divisione  di  Fanteria
                                                                      a
                  “Nembo”.
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