Page 259 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 259
1943
I CARABINIERI PARACADUTISTI E LA RESISTENZA
Per le doti intellettuali vennero specificate invece “intuito pronto, mente
vivace e spirito di iniziativa”; infine per quanto concernette le doti fisiche vennero
prese di riferimento “robustezza, agilità, attitudine agli esercizi fisici e sport”. È
interessante notare che furono ulteriormente specificate le qualità intellettuali dei
graduati, quali: essere “intelligenti, possedere l’attitudine a servirsi di carte topo-
grafiche, perfettamente a conoscenza delle armi e dei mezzi impiegati”. Ciò anche
in ragione del fatto che ai paracadutisti sarebbero state demandate azioni di sor-
presa a tergo del nemico, in terreni sconosciuti, in ambienti ostili e insidiosi. La
necessità di fornire indicazioni sul profilo psicofisico, tipica dell’odierno mondo
militare, mostra la necessità di selezionare uomini, da impiegare in azioni ad alto
rischio, a cui chiedere di compiere qualcosa che solo loro avrebbero potuto fare.
Il 1° Battaglione CC.RR. paracadutisti venne sciolto dopo appena un anno
e mezzo dalla sua nascita, all’indomani della battaglia del 19 dicembre 1941 a
“Eluet el Asel” (Cirenaica), che consentì alle unità italiane di ritirarsi senza cade-
re prigioniere. Circa tre quarti del suo organico, restato intrappolato tra le linee
nemiche, fu per la maggior parte catturato dagli uomini della IV divisione ingle-
se. Oltre duecento carabinieri paracadutisti per tutta la durata della guerra reste-
ranno prigionieri, tra l’Africa e l’India, rientrando in Italia solo dopo la fine del
conflitto. Il Reparto, eccetto i primi due mesi sotto il comando del maggiore
Bruto Bizio Bersanetti , fu retto dal maggiore Edoardo Alessi .
(3)
(4)
Intanto la nascita delle Divisioni “Folgore” e “Nembo” rese necessaria
l’istituzione delle sezioni carabinieri addette alle predette unità. Il 1° giugno
1942 presso la Legione CC.RR. di Roma fu costituta la 185ª Sezione carabinieri
paracadutisti addetta alla 185ª divisione “Folgore” . Su un organico di trenta
(5)
militari ben ventisei furono tratti da ciò che restava del 1° Battaglione CC.RR.
paracadutisti. Al comando fu posto il tenente Franco Perrone, già ufficiale dello
stesso Battaglione. Della piccola unità, che seguì le sorti della leggendaria divi-
sione “Folgore”, solo una decina di elementi riuscirà a rientrare in Patria.
Come accaduto per la divisione “Folgore”, anche la sezione carabinieri
paracadutisti addetta alla 184ª divisione “Nembo” fu costituita in seno alla sud-
detta Legione, in data 25 novembre 1942 , grazie ad alcuni reduci di Eluet el
(6)
Asel ed El Alamein. La sezione venne comandata dal capitano Max Ambrosi,
anch’esso già ufficiale del 1° Battaglione.
(3) Un breve profilo biografico dell’ufficiale alla Scheda 1.
(4) In Scheda 2 un breve profilo biografico.
(5) Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri,
Archivio Storico dell’Arma dei Carabinieri, Documentoteca, scatola 798, fascicolo 10 (d’ora
in poi ASAC, D798.10).
(6) ASAC, D802.18 f.n. 67/9-1 datato 1952 della Legione Territoriale dei Carabinieri di Roma.
255

