Page 236 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
3. La repressione tedesca
Il funzionamento del Fronte sembrava dare buoni frutti ma la ricerca da
parte dei tedeschi, delle bande criminali che agivano su Roma indicate generi-
camente come reparti speciali di polizia dalla triste eco sul modello della
“Banda Koch” (bande di delinquenti, formalmente caratterizzate da una fun-
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zione di polizia politica) e delle formazioni fasciste repubblichine ebbe successo
all’indomani dello sbarco alleato ad Anzio (22 gennaio 1944).
Infatti, al termine di un incontro tra membri di differenti nuclei di resi-
stenti, i tedeschi riuscirono a individuare e bloccare il maggiore De Carolis e il
capitano Aversa nell’abitazione ove si era rifugiato il tenente colonnello
Frignani. Nello stesso giorno ma in un’altra circostanza fu catturato anche il
tenente colonnello Montezemolo. Tutti gli ufficiali poi furono fucilate alle
Fosse Ardeatine dopo essere rimasto oltre sessanta giorni nel famigerato
comando tedesco di via Tasso.
Anche in prossimità della liberazione di Roma da parte degli Alleati, gli
organi di polizia politica repubblichina continuarono a dare la caccia ai
Carabinieri. Il 29 maggio, fu la volta del generale Caruso che costituiva una
preda ambiziosa sia per i tedeschi, sia per i loro complici italiani.
La narrazione della cattura è attentamente descritto nelle pagine del volu-
me che egli diede poi alle stampe qualche tempo dopo la liberazione. Da quelle
pagine emerge tuttavia la violenza cieca e brutale alla quale fu sottoposto il
generale, all’epoca cinquantanovenne, insieme ad altri militari .
(13)
Il crollo repentino della difesa tedesca e l’ingresso degli Alleati a Roma il
4 giugno 1944 pose fine alle sofferenze del comandante del Fronte Clandestino
di Resistenza dei Carabinieri, degli altri militari e civili che erano rinchiusi nelle
carceri di via Tasso.
Secondo il piano prestabilito da tempo, con la fuga dei tedeschi, i nuclei
Carabinieri uscirono dalla clandestinità andando poi ad occupare le vecchie sedi
di quelle che erano state fino al 7 ottobre le Stazioni Carabinieri Reali della città
e della prima periferia, avviando l’immediata ricerca di criminali e fascisti che
avevano potuto agire indisturbati sino a quel momento .
(14)
Il generale Caruso, nel suo volume, ricorda anche che “la tempestiva dislo-
cazione dei Carabinieri per presidiare tutta la città e tutti gli obiettivi più impor-
tanti riuscì a sventare un’azione terroristica già predisposta dal nemico con una
(12) Tra gli altri, Massimiliano Griner, La «Banda Koch». Il Reparto speciale di polizia 1943-1944,
Torino, Bollati Boringhieri, 2000.
(13) F. Caruso, L’Arma dei Carabinieri in Roma cit., pp. 38-40.
(14) Ivi, pp. 40-43.
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