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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




             3.  La repressione tedesca
                  Il funzionamento del Fronte sembrava dare buoni frutti ma la ricerca da
             parte dei tedeschi, delle bande criminali che agivano su Roma indicate generi-
             camente  come  reparti  speciali  di  polizia  dalla  triste  eco  sul  modello  della
             “Banda Koch”  (bande di delinquenti, formalmente caratterizzate da una fun-
                           (12)
             zione di polizia politica) e delle formazioni fasciste repubblichine ebbe successo
             all’indomani dello sbarco alleato ad Anzio (22 gennaio 1944).
                  Infatti, al termine di un incontro tra membri di differenti nuclei di resi-
             stenti, i tedeschi riuscirono a individuare e bloccare il maggiore De Carolis e il
             capitano  Aversa  nell’abitazione  ove  si  era  rifugiato  il  tenente  colonnello
             Frignani. Nello stesso giorno ma in un’altra circostanza fu catturato anche il
             tenente  colonnello  Montezemolo.  Tutti  gli  ufficiali  poi  furono  fucilate  alle
             Fosse  Ardeatine  dopo  essere  rimasto  oltre  sessanta  giorni  nel  famigerato
             comando tedesco di via Tasso.
                  Anche in prossimità della liberazione di Roma da parte degli Alleati, gli
             organi  di  polizia  politica  repubblichina  continuarono  a  dare  la  caccia  ai
             Carabinieri. Il 29 maggio, fu la volta del generale Caruso che costituiva una
             preda ambiziosa sia per i tedeschi, sia per i loro complici italiani.
                  La narrazione della cattura è attentamente descritto nelle pagine del volu-
             me che egli diede poi alle stampe qualche tempo dopo la liberazione. Da quelle
             pagine emerge tuttavia la violenza cieca e brutale alla quale fu sottoposto il
             generale, all’epoca cinquantanovenne, insieme ad altri militari .
                                                                        (13)
                  Il crollo repentino della difesa tedesca e l’ingresso degli Alleati a Roma il
             4 giugno 1944 pose fine alle sofferenze del comandante del Fronte Clandestino
             di Resistenza dei Carabinieri, degli altri militari e civili che erano rinchiusi nelle
             carceri di via Tasso.
                  Secondo il piano prestabilito da tempo, con la fuga dei tedeschi, i nuclei
             Carabinieri uscirono dalla clandestinità andando poi ad occupare le vecchie sedi
             di quelle che erano state fino al 7 ottobre le Stazioni Carabinieri Reali della città
             e della prima periferia, avviando l’immediata ricerca di criminali e fascisti che
             avevano potuto agire indisturbati sino a quel momento .
                                                                  (14)
                  Il generale Caruso, nel suo volume, ricorda anche che “la tempestiva dislo-
             cazione dei Carabinieri per presidiare tutta la città e tutti gli obiettivi più impor-
             tanti riuscì a sventare un’azione terroristica già predisposta dal nemico con una


             (12)  Tra gli altri, Massimiliano Griner, La «Banda Koch». Il Reparto speciale di polizia 1943-1944,
                  Torino, Bollati Boringhieri, 2000.
             (13)  F. Caruso, L’Arma dei Carabinieri in Roma cit., pp. 38-40.
             (14)  Ivi, pp. 40-43.

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