Page 234 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 234
NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
più feroce dello stesso occupante . La nomina di Archimede Mischi (1° otto-
(2)
bre) a comandante generale dell’Arma e la cancellazione di quell’aggettivo
“Reali”, che tanto stava a cuore agli stessi militari, rappresentavano segnali nefa-
sti per tutto l’organismo militare. Lo spartiacque, si è detto, fu il 7 ottobre 1943,
già trattato in altre pagine di questo supplemento, perché chiarì definitivamente
per tutti i militari dell’Arma quali fossero le reali intenzioni dell’occupante tede-
sco e del fedele e solerte gregario repubblichino .
(3)
Dunque, va ricordato che l’operazione di cattura dei Carabinieri Reali
architettata tra i tedeschi e i repubblichini che facevano capo al ministro della
Difesa Nazionale della Repubblica Sociale Italiana, maresciallo d’Italia Rodolfo
Graziani, fu un sostanziale fallimento sebbene il numero dei militari catturati sia
ancora oscillante tra i 1.500 e i 2.500 circa .
(4)
2 L’opera del Generale Filippo Caruso
In realtà, con l’opera voluta da Graziani, con l’esecuzione passiva di alcuni
ufficiali dell’Arma (per tutti il generale di brigata Casimiro Delfini comandante
della brigata Carabinieri Reali di Roma e il colonnello Dino Tabellini, capo di
stato maggiore del Comando Generale), i Carabinieri scampati alla cattura tede-
sca passarono in clandestinità. Secondo il loro comandante più attento oltre sei-
mila uomini, il 60% dei quali riuscì a portar via armi e munizioni della dotazione indivi-
duale, sfuggirono alla cattura e alla deportazione e rimasero sbandati, malgrado le minacce
di morte e la caccia spietata che davano le polizie nazi-fasciste .
(5)
Così, mentre nasceva il primo embrione del Fronte Clandestino di
Resistenza, i Carabinieri scampati alla cattura tedesca passavano in clandestinità
andando poi ad ingrossare il movimento resistenziale .
(6)
Per i Carabinieri, in linea con le convenzioni internazionali, gli ordini
impartiti erano di rimanere sul posto e continuare a svolgere le normali funzio-
ni. A Roma, fu loro impedito di fare ciò, cedendo le funzioni, obtorto collo, alla
Polizia dell’Africa Italiana.
(2) Claudio Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza, Torino, Bollati
Boringhieri, 2006, passim.
(3) Si rinvia ai contributi di Massimiliano Sole, di Annamaria Casavola e del sottoscritto presenti
in questo speciale.
(4) Anna Maria Casavola, 7 ottobre 1943. La deportazione dei Carabinieri romani nei Lager nazisti,
Roma, Edizioni Studium, pp. 7-14 e pp. 20-28 e in particolare, p. 22.
(5) Filippo Caruso, L’Arma dei Carabinieri in Roma durante l’occupazione tedesca (8 settembre 1943 - 4
giugno 1944), 2 ed., Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1949, p. 10.
a
(6) Si rimanda a Giuseppe Mastrobuono, Generale, Le FF.AA. italiane nella resistenza e nella Guerra
di Liberazione, Roma, tipografia di Casamari, 1965, pp. 70-83.
230

