Page 154 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Quando giunse Hansel Feiten, il tenente delle Waffen-SS, D’Acquisto ripe-
té a lui il discorso fatto in precedenza con il sottufficiale: Se trovate il responsabile
dell’atto di sabotaggio, lasciate liberi gli ostaggi?, fu la domanda. L’interprete riferì al
tenente. L’immediata risposta affermativa dell’ufficiale non ebbe bisogno di tra-
duzione e Salvo senza esitare un momento aggiunse: Il responsabile sono soltanto io!
Ovviamente Feiten si rese conto dell’assurdità del momento e soltanto la per-
vicacia nazista lo portò imperterrito a far liberare gli altri ostaggi e a ordinare
invece l’assassinio del Carabiniere, che venne dapprima colpito da una fucilata
al fianco e quindi finito con due colpi di pistola alla tempia destra. Erano all’in-
circa le 17:15 di giovedì 23 settembre 1943.
Per un paio di settimane il cadavere restò sepolto nella fossa del martirio,
coperta da un semplice strato di terra.
Il 12 ottobre gli abitanti di Torrimpietra riuscirono a ottenere il permesso
dai tedeschi di tumularlo nel cimitero di Palidoro, avvolto in un lenzuolo all’in-
terno di una rudimentale bara di tavole di legno. Ma per molti mesi, fino a quan-
do Roma venne liberata nel giugno del 1944 dalla presenza nazista, la notizia
dell’accaduto non superò i confini del territorio e restò a conoscenza soltanto
dei protagonisti e di quanti nell’Arma avevano ricevuto le relative informazioni.
Fu appunto un commilitone di Salvo che, entrando nel bar gestito in via dei
Serpenti a Roma da Francesco Boso (cugino della mamma del vice brigadiere),
commentò con lui l’eroica vicenda di Palidoro e si rese conto che i familiari di
D’Acquisto non ne sapevano nulla. Boso, dopo aver fatto le opportune verifi-
che, il 5 luglio 1944 scrisse a Oscar, il fratello di Ines anche lui Carabiniere a
Salerno, per chiedergli di comunicarlo delicatamente ai genitori del martire:
Comprendo l’angoscia di questa notizia per l’animo tuo e soprattutto per la povera Ines.
Credi, non ho avuto, non ho il coraggio di poterglielo comunicare a essa, se bene avevo persone
che andavano a Napoli. Tu farai in una maniera che adagio adagio comprenda la grave scia-
gura. I paesani nel giorno dei morti tributarono onori degni del suo eroismo: fiori, fiori, fu
coperto il piccolo spazio dove riposa in eterno. Son sicuro che il tuo spasimo e quello della
famiglia di Ines si tramuterà in un senso di orgoglio tratto dalla grandezza del sacrificio del
povero Salvo che è perito come sanno morire i forti.
5. Gli omaggi alla memoria dell’eroe
Il tenente colonnello Bruto Bixio Bersanetti - che da maggiore, il 1° giu-
gno 1940, era stato il primo comandante del neocostituito Battaglione
Carabinieri Paracadutisti e successivamente, avendo subìto un infortunio duran-
te l’addestramento, era divenuto responsabile del Gruppo esterno della Legione
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