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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




             la maggioranza del popolo romano non voleva più essere coinvolto, in azioni
             che  avrebbero  potuto  scatenare  feroci  rappresaglie,  come  quella  delle  fosse
             ardeatine . Solo alcune borgate, dove viveva la popolazione con maggiori dif-
                     (52)
             ficoltà e l’organizzazione Bandiera rossa  aveva un largo seguito, erano pronte
                                                   (53)
             ad intervenire e in parte intervennero.
                  Quello che mancò ai gappisti romani , forse per la loro estrazione alto
                                                      (54)
             borghese, fu il collegamento con le masse, mentre i partigiani monarchici non
             lo cercarono neanche, non credevano alla lotta di popolo, del resto erano mili-
             tari, educati ad altre forme di lotta.
                  Il giudizio finale di Bartolini e di Terrone sui comandanti del CAR è forse
             il più puntuale : in tempi successivi furono investiti della carica, anche se riluttanti, il
                           (55)
             generale Chieli e il generale Chirieleison, i quali ebbero il merito di resistere in quella tremen-
             da situazione senza mai lasciarsi trascinare dal clima di violenza istaurato da fascisti e tede-
             schi. Resistettero decorosamente in quella posizione nella quale un nonnulla sarebbe stato suf-
             ficiente per finire al muro. Amministrarono la polizia urbana, senza infamia e senza lode, e
             sopravvissero.






























             (52)  Rosario Bentivegna, Achtung banditen! prima e dopo via Rasella, Milano, Mursia, 2004.
             (53)  Silverio Corvisieri, Bandiera rossa nella resistenza romana, Roma, Oddradek, 2005.
             (54)  Carlo M. Fiorentino, L’armata delle ombre. Gappisti e militari a via Rasella, Gorizia, LEG, 2022.
             (55)  Alfonso Bartolini, Alfredo Terrone, I militari italiani nella guerra partigiana in Italia 1943-1945,
                  Roma, Stato Maggiore Esercito-Ufficio Storico, 1998, p. 9.

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