Page 141 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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IL COMANDO DELLA CITTÀ APERTA DI ROMA E L’OCCUPAZIONE TEDESCA
Fu quella stessa discutibile prudenza e l’assoluta neutralità che caratterizzò
l’azione di Pio XII e che fu applicata da molti cappellani militari, anche se alcuni
di loro combatterono e morirono nella resistenza . Il 30 il maresciallo Graziani
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precisava le attribuzioni del CAR che, nelle sue intenzioni aveva funzioni ben
distinte dal IX Comando militare regionale del Lazio. Il CAR che dipendeva
direttamente dal Ministero della Difesa nazionale (poi Ministero Forze Armate),
doveva coordinare l’azione dei tre segretariati generali delle Forze Armate, coo-
perare con le autorità civili (Governatorato di Roma) per il funzionamento dei
servizi necessari alla vita della capitale, occupandosi direttamente degli autotra-
sporti dei beni alimentari; doveva, inoltre, assistere tutti i militari che si trovava-
no dentro i confini della città aperta e coordinare l’impiego delle forze di polizia
(PS, PAI, GdF) e degli enti preposti alla protezione civile (UNPA, Vigili del
fuoco, CRI, SMOM, ecc.) . Al generale Calvi subentrò, fino al 30 dicembre, il
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generale Chieli Menotti, forse il più collaborazionista tra i comandanti della
CAR , che cumulava anche la carica di Commissario superiore dei dicasteri
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militari. Dal 1° gennaio 1944, fino alla liberazione, la carica di comandante della
citta aperta di Roma fu tenuta dal generale Domenico Chirieleison, che contem-
poraneamente ricopriva la carica di capo dell’Ufficio stralcio del ministero della
guerra. Il Comando CAR vedeva, inoltre, ridotte le sue funzioni, sostanzialmen-
te equiparate a quelle di un semplice comando territoriale, mentre anche le forze
di polizia tornavano a dipendere dal Ministero degli interni , lasciando al
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comandante della città aperta solo compiti di coordinamento .
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4. Dal Comando della “città aperta di Roma” (CAR) all’Italian Military
Authority in Rome (IMAR)
Il 22 marzo 1944 il generale Roberto Bencivenga fu investito, al posto del
generale Armellini del comando militare clandestino della città di Roma, succeden-
do al generale Quirino Armellini per accordo tra il governo Badoglio e il C.L.N. .
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(34) Enrico Tingralli, Luigi Ziliani, Soldati della fede, Roma, Istituto editoriale nazionale, 1959.
(35) Circolare 1332 del Ministero. Difesa nazionale in data 30 novembre 1943, in AUSSME, I-1 RSI,
b. 38, fasc. 1191.
(36) Relazione del generale Calvi di Bergolo “dall’armistizio dell’8 settembre 1943 al mio passaggio in Svizzera” in
AUSSME, fondo M-4 Commissione d’inchiesta sulla mancata difesa di Roma, fasc. 25, s.fasc. 1, cit., p. 30.
(37) Circolare 342 del Ministero difesa nazionale-segr. Militare in data 30 dicembre 1943, in AUS-
SME, H-12 SME - Ufficio segreteria e personale-sezione accertamenti, b. 16, fasc. 1, s.fasc. 2.
(38) L. Saletti, La questura nella città occupata: le polizie politiche, in Istituto romano per la storia d’Italia dal
fascismo alla resistenza, Roma durante l’occupazione nazifascista: percorsi di ricerca… cit., pp. 301-341.
(39) Dizionario biografico degli Italiani, vol. 8, 1966, Roberto Bencivenga (di Giorgio Rochat), in
https://www.treccani.it/enciclopedia/roberto-bencivenga_%28Dizionario-Biografico%29/;
Mario Montanari, op. cit., p. 393-398.
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