Page 148 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 148

NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Dunque,  pur  nell’impossibilità  di  ricostruire  esattamente  tale  vicenda,
             quella scarna annotazione ci consente di prendere atto di quanto fosse profon-
             da nell’animo del giovane la volontà, almeno in nuce, di spendere la propria vita
             per qualcosa di significativo. E di renderci conto che, sebbene gli sviluppi della
             sua  esistenza  non  si  siano  orientati  verso  la  prospettiva  ecclesiastica,  la  sua
             avventura terrena ha comunque avuto un esito coerente con i sentimenti matu-
             rati sin dalla più tenera età. Salvo nacque il 15 (sulla copia del foglio matricolare
             è erroneamente annotato il 17) ottobre 1920 a Napoli, primogenito del ventunen-
             ne Salvatore e della ventisettenne Ines Marignetti. Al battesimo, l’8 gennaio 1921
             nella chiesa di San Gennaro al Vomero, gli vennero dati anche i nomi di Rosario
             e di Antonio, per la devozione della nonna materna Erminia verso la Madonna di
             Pompei e il santo venerato a Padova. La difficile situazione socio-economica ita-
             liana spinse papà Salvatore ad accantonare l’idea di tornare in Sicilia, di cui era ori-
             ginario, per sistemarsi invece nell’abitazione dei suoceri in via San Gennaro ad
             Antignano 2, dopo aver cominciato a lavorare come operaio nella Società Italiana
             Ossigeno. Vicino casa c’era l’istituto delle suore Salesiane, dove a quattro anni
             Salvo  cominciò  a  frequentare  l’asilo,  apprendendo  i  primi  rudimenti  del
             Catechismo e del Vangelo. Nell’ottobre  del  1926,  il  piccolo  venne  iscritto  al
             primo anno delle elementari nella scuola “Luigi Vanvitelli” e, nella primavera
             seguente, ricevette la prima comunione. La scrittrice Rita Pomponio, autrice
             dell’autorevole  biografia  Il  martire  in  divisa  (San  Paolo),  ha  rievocato  che  la
             nonna, in occasione della cerimonia, gli donò un libricino delle preghiere rile-
             gato in pelle bianca e una corona del rosario con il crocifisso in argento, dicen-
             dogli: Portala sempre con te. Nei momenti gioiosi ringrazierai il Signore per averteli donati
             e in quelli difficili e bui, quando la tua esistenza ti apparirà come una minuscola barca in
             mezzo a un mare burrascoso, è sempre nel rosario che troverai la forza per affrontare la tem-
             pesta e riportare così la pace nel tuo cuore. Quella corona accompagnò Salvo fino al
             supremo sacrificio. La cartolina che lo convocava per il 15 giugno 1939 rappre-
             sentò  per  lui  un  momento  di  spartiacque.  Formalmente,  dopo  essere  stato
             dichiarato abile e lasciato in congedo illimitato, Salvo avrebbe dovuto attendere
             la chiamata per l’arruolamento nell’Esercito. Ma sapeva bene che il momento
             sarebbe giunto presto e che la scelta di entrare invece fra i Carabinieri - come il
             nonno materno Biagio e i fratelli di sua madre, Oscar, e di suo padre, Cosimo
             - aveva bisogno di essere rapidamente formalizzata.


             2.  La convinta scelta della Fedelissima
                  Esattamente tre mesi più tardi, il 15 agosto 1939, si avviò il suo percorso
             nell’Arma, come allievo Carabiniere a piedi e una ferma di tre anni.

             144
   143   144   145   146   147   148   149   150   151   152   153