Page 135 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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IL COMANDO DELLA CITTÀ APERTA DI ROMA E L’OCCUPAZIONE TEDESCA



                    L’attività del generale Calvi di Bergolo durò solo dodici giorni (dal 10 al
               23 settembre 1943) ed esercitò il suo mandato emanando undici ordinanze .
                                                                                         (15)
               Tale attività era finalizzata alla realizzazione di tre principali obbiettivi .
                                                                                   (16)
                    Il primo era la tutela dell’incolumità di Roma, attraverso severe misure di
               ordine pubblico, in quanto si temeva, in quel momento, una possibile insurre-
               zione  popolare  organizzata  dai  partiti  di  sinistra  e  antimonarchici .
                                                                                         (17)
               L’ordinanza n. 1 dell’11 settembre, seguita dalla n. 2 del 14, stabilivano l’appli-
               cazione della legge marziale , la censura sulla stampa, il coprifuoco, l’obbligo
                                          (18)
               di presentazione di tutti i militari presso i propri comandi e la consegna di tutte
               le armi, in modo tale da non dare motivo alle truppe tedesche di intervenire
               nella città e, nello stesso tempo, monitorare l’atteggiamento delle popolazione
               romana e della neonata l’attività politica. Il secondo obiettivo era di tenere in
               vita l’attività ordinaria degli organi amministrativi dello Stato, in modo tale che
               all’arrivo degli alleati, governo e ministeri potessero riprendere il lavoro. Con
               l’ordinanza n. 3 del 14 settembre, furono nominati per ciascun ministero civile
               dei commissari scelti tra i direttori generali, in servizio presso quegli stessi dica-
               steri, e con l’ordinanza n. 6 del 16 settembre venivano nominati anche i com-
               missari dei ministeri militari, in questo caso tutti generali delle rispettive Forze
               Armate.  L’ultimo  obiettivo,  per  il  generale  Calvi,  era  quello  di  “strappare  ai
               tedeschi le maggiori concessioni possibili nell’interesse della popolazione” ,
                                                                                         (19)
               ormai vicina ai due milioni a causa degli sfollati, facendo funzionare l’organiz-
               zazione logistica per gli approvvigionamenti alimentari della Capitale, cercando
               di ostacolare, senza entrare in conflitto aperto, la deportazione di settori della
               popolazione romana per il lavoro coatto e l’arruolamento di giovani di leva al
               servizio dell’esercito germanico e poi della RSI. I rapporti con i tedeschi comin-
               ciarono ben presto a deteriorarsi, in quanto i comandi germanici non avevano
               intenzione di rispettare gli accordi e volevano avere mani libere su Roma, con-
               siderandola una retrovia per le operazioni sulla linea Gustav .
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               (15)  Relazione del SIM “avvenimenti principali svoltisi in Roma dal 9 al 23 settembre 1943” con
                    allegate le ordinanze del comando della città aperta di Roma in AUSSME, H-12, SME -
                    Ufficio segreteria e personale-sezione accertamenti, b. 16, fasc. 1, s.fasc. 1.
               (16)  Relazione del generale Calvi di Bergolo “dall’armistizio dell’8 settembre 1943 al mio passag-
                    gio in Svizzera” in AUSSME, fondo M-4 Commissione d’inchiesta sulla mancata difesa di
                    Roma, fasc. 25, s.fasc. 1, cit., p. 22-35.
               (17)  AUSSME fondo N1-11 Diari storici 2ª guerra mondiale, commissione Palermo-Ago-Amantea, b. 3000
                    allegato 9, “memoria particolareggiata” cit., p. 7.
               (18)  Relazione del generale Calvi di Bergolo “dall’armistizio dell’8 settembre 1943 al mio passag-
                    gio in Svizzera” in AUSSME, fondo M-4 Commissione d’inchiesta sulla mancata difesa di Roma,
                    fasc. 25, s.fasc. 1, cit., documenti emanati dal comando Roma città aperta, allegati e 3.
               (19)  Ivi, Relazione del generale Calvi di Bergolo, p. 23.
               (20)  Ivi, pp. 22-35.

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