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L’AUTOPSIA PSICOLOGICA




                    Alla fine degli anni Novanta, invece, si è avvertita l’esigenza di sottolineare
               l’importanza dell’acquisizione del maggior numero possibile di informazioni e
               di fonti, al fine di individuare i principali punti del percorso conoscitivo, per
               garantire l’adeguatezza del metodo .
                                                 (25)
                    Nello specifico si è ritenuto opportuno sottolineare la necessità di:
                    a)ricercare  possibili  scenari  alternativi  per  risolvere  il  problema  della
               morte equivoca;
                    b)fornire  gli  elementi  a  favore  e  quelli  contrari  alle  diverse  ipotesi  di
               morte;
                    c)offrire l’evidenza della prova;
                    d)suggerire  le  procedure  che  determinano  validità  e  accuratezza  della
               prova;
                    e)indicare come l’evidenza è stata impiegata per giungere alle conclusioni
               del caso di specie.
                    All’inizio del paragrafo si è fatto riferimento alle criticità mosse a tale stru-
               mento da parte della comunità scientifica a causa della mancanza di procedure
               standard universalmente validate. Dopo una serie di revisioni dei vari modelli,
               delle linee-guida e delle scale di valutazione offerti dalla letteratura interessata,
               a Cuba, Paese in cui maggiormente si è sviluppata la tecnica, si è creato un
               modello originale denominato MAP (Modelo de Autopsia Psicologica). Il modello è
               stato sistematizzato e integrato successivamente  da altri items, nel corso della
                                                              (26)
               validazione dello stesso, applicandolo nella città di La Habana nell’analisi delle
               vittime di suicidio, omicidio e di incidenti.
                    Il lavoro di sistematizzazione si poneva l’obiettivo di ridurre al minimo il
               margine di errore e ha portato ad un modello più completo, attualmente impiega-
               to, definito MAPI (Modelo de Autopsia Psicologica Integrado). A differenza di tutti i
               modelli usati in precedenza, il MAPI rappresenta lo strumento più standardizzato.
                    Al fine di limitare quanto più possibile la variabilità soggettiva, tutti gli
               operatori interessati sono tenuti a procedere nello stesso modo ed attenersi alle
               indicazioni previste in uno specifico manuale operativo, che delinea nei dettagli
               tutte le indicazioni da seguire per il corretto svolgimento dell’indagine .
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               (25)  CANTER et al., 1999; BARBIERI C., CIAPPI S., 2020; CANTER D., ALISON L., (eds), Profiling in
                    Policy and practise, Aldershot, Ashgate.,1999; BARBIERI C., CIAPPI S., La cosiddetta autopsia psico-
                    logica, in Manuale di psicologia giuridica. La teoria, le tecniche, la valutazione, a cura di PEZZUOLO S.,
                    CIAPPI S., seconda edizione, Hogrefe, 2020.
               (26)  BONICATTO B., in L’autopsia psicologica. L’indagine nei casi di morte violenta o dubbia, BONICATTO B.,
                    GARCÌA PÈREZ T., ROJAS LÒPES R., FrancoAngeli, Milano, 2006.
               (27)  BARBIERI C., CIAPPI S., La cosiddetta autopsia psicologica, in Manuale di psicologia giuridica. La teo-
                    ria, le tecniche, la valutazione, a cura di PEZZUOLO S., CIAPPI S., seconda edizione, Hogrefe,
                    2020.

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