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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
forza militare con capacità di polizia “civile”, che potesse affiancarsi e sostituirsi
a quella locale, vigilando e intervenendo su comportamenti corrotti e afflittivi
dei cittadini, per colmarne le notevoli lacune (il cosiddetto security gap ).
(6)
Ma l’SSR è un processo a lungo termine, che postula sicurezza e stabilità
per bilanciare imperativi di efficacia operativa e buona governance e che in
(7)
Afghanistan, per quanto riguarda la riforma della polizia afghana , è stato con-
(8)
dotto in maniera confusa, talvolta improvvisata, di certo non strutturata .
(9)
C’era quindi bisogno di un assetto interoperabile con lo strumento militare
ma anche versatile e capace d’interfacciarsi con la società civile e di calibrare
diversi livelli di forza per affrontare siffatte minacce, riducendo al massimo il
rischio di arrecare “danni collaterali” alla popolazione locale, quest’ultimi al
centro di ogni narrativa di proselitismo talebano. È la Polizia di Stabilità della Nato,
che vede il proprio progenitore nelle Multinational Specialized Unit schierate con suc-
cesso dall’Arma dei Carabinieri sia nei Balcani, sotto egida Nato, sia in Iraq ,
(10)
modello ora adottato dalle maggiori organizzazioni internazionali, ancorché
con nomi e prospettive differenti, ma con funzioni simili , che dell’attitudine
(11)
a svolgere attività di polizia di prossimità a protezione della popolazione civile
fa la propria cifra distintiva.
Ed è proprio nei Balcani che fallire di assicurare subito lo stato di diritto
e garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, ovvero cogliere la cosiddetta critical
golden hour , ha significato non dare una risposta tempestiva ed efficace alle
(12)
(6) Individuato per la prima volta nell’analisi dell’intervento delle Nazioni Unite nei Balcani
(Brahimi report, 13 novembre 2000), ma citato da molti, tra cui, il Segretario della Difesa
USA D. Rumsfeld, il 28 marzo 2002 (vds. Peace and Stability in Afghanistan: U.S. goals challenged
by Security Gap, V. HOLT, The Stimson Center, giugno 2002).
(7) «Stiamo cercando di costruire un’istituzione mentre siamo in guerra e c’è una tensione intrin-
seca tra questi due obiettivi... [gli afghani] hanno bisogno di sicurezza ora, non tra dieci anni».
Gen. K. EIKENBERRY (Ambasciatore USA in Afghanistan da aprile 2009 a luglio 2011) in
Eyewitness to War Vol. III: US Army Advisors in Afghanistan, Combat Studies Institute Press 2009.
(8) Building Police capacity in Afghanistan. The challenges of a Multilateral approach, by W. B. CALDWELL
IV and N. K. FINNEY, Dicembre 2010.
(9) Trentadue Paesi diversi (fra cui Iran, Russia, Cina e Pakistan) hanno avviato iniziative a favore
della polizia afghana, spesso senza neanche informare i Comandi NATO incaricati a coordi-
narle. Su tutti, si veda il SIGAR report, (cfr. nota 1), chapter 6.
(10) Iraq, 2003-2009: Lessons Learned from the Chilcot Commission, Where Stability Policing Could Have
Made a Difference - Ten Considerations for Planners and Commanders, L. BRAMATI, Centro Militare
di Studi Strategici (CeMiSS), 18 febbraio 2021.
(11) Formed Police Unit, di matrice onusiana, ma mutuate anche dall’Unione Africana, e Integrated
Police Unit sviluppate in ambito Unione Europea.
(12) …the period following a traumatic injury during which there is the highest likelihood that prompt medical
and surgical treatment will prevent death [American College of Surgeons (2008)]. Anche
Criminalized Power Structures: the overlooked enemies of Peace, edited by M. DZIEDZIC, ROWMAN &
LITTLEFIELD, 2016.
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