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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE
navi e velivoli della Marina Militare per pattugliare un’area di circa 160.000 chi-
lometri quadrati del Mediterraneo centrale a causa dell’instabilità geopolitica
che attanaglia diversi Stati africani e specialmente la Libia (155) . Pertanto il gover-
no italiano nel marzo del 2015 decise di creare quello che fu definito allora
“Dispositivo aeronavale di sorveglianza e sicurezza marittima” e ribattezzato in
maniera più semplice “Operazione Mare Sicuro”. I mezzi impiegati hanno il
compito di svolgere, attenendosi alla legislazione italiana e agli accordi interna-
zionali vigenti, attività di presenza, di vigilanza e di sicurezza marittima per con-
trastare la minaccia terroristica, tutelare gli interessi nazionali, le navi mercantili
e le piattaforme energetiche italiane e per condurre missioni di salvaguardia
della vita umana in mare.
Dal 7 al 19 maggio 2018 la Carabiniere prese parte alla Mare Aperto 18-1,
la più grande esercitazione organizzata dalla Marina Militare tramite il
Comando in Capo della Squadra Navale.
Il generale di corpo d’armata in congedo Lo Sardo mentre firma la pergamena attestante la dona-
zione della Bandiera di Combattimento alla fregata Carabiniere. Alle sue spalle sulla destra il capo
di stato Maggiore della Marina l’ammiraglio di squadra Girardelli, al centro il comandante in capo
della Squadra Navale l’ammiraglio di squadra Marzano e sulla sinistra il responsabile dell’unità, il
capitano di fregata Pagnotta
(Marina Militare)
(155) Per rendersi conto della situazione all’epoca sulla “Quarta sponda” vedi Massimo FRANCHI,
Andrea MANTOVI, Il futuro della Libia tra dilemmi ed equilibri, in Rivista Marittima, CXLVIII,
2015, 6, pagg. 30-35.
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