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STUDI MILITARI
Essa si svolse nel
Mediterraneo centrale e coin-
volse, oltre alla Carabiniere, le
gemelle Federico Martinengo,
Luigi Rizzo e Virginio Fasan, la
portaerei Cavour con i velivoli
AV-8B imbarcati, l’incrociato-
re portaeromobili Giuseppe
Garibaldi, i cacciatorpediniere
lanciamissili Andrea Doria,
Caio Duilio e Luigi Durand de
La Penne, le vecchie fregate
Aviere, Euro, Scirocco e Zeffiro,
le unità anfibie San Giusto e
San Marco, i pattugliatori
Comandante Bettica, Orione, Sirio
e Spica, la corvetta Driade, i
cacciamine Crotone, Numana e
Termoli, i rifornitori di squadra
Etna e Vesuvio, le unità idro-
grafiche Ammiraglio Magnaghi e
Galatea, i sommergibili Pietro
Venuti, Salvatore Todaro e Scirè e
altre unità minori. Inoltre
all’esercitazione partecipò una
Vista frontale della fregata Carabiniere in navigazione
(Marina Militare) nave delle Capitanerie di
Porto-Guardia Costiera, unità
delle Marine francese, portoghese e spagnola, queste ultime inquadrate nella
Forza Marittima Europea e in particolare nel dispositivo EunavforMed
(European Union Naval Force in the Mediterranean, cioè Forza Navale dell’Unione
Europea nel Mediterraneo); in più furono coinvolti i membri della Brigata
Marina San Marco e il Reggimento Lagunari Serenissima dell’Esercito e velivoli
dell’Aeronautica Militare italiana.
Il programma addestrativo fu molto intenso incentrandosi sulle principali
forme di lotta sul mare e dal mare, come la difesa delle navi sottoposte ad attac-
chi da parte di altre unità di superficie, di sommergibili e di aerei, nella gestione
delle emergenze di bordo, nel fronteggiare situazioni di crisi causate da minacce
convenzionali e asimmetriche, nel contrastare le attività illegali e infine nell’ese-
guire operazioni anfibie così da migliorare i livelli di efficacia e di prontezza
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