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DOTTRINA
Il sopralluogo, quale momento importante di “osservazione psico-crimi-
nologica”, non può essere decontestualizzato e non legato a un processo di ana-
lisi completo ed esaustivo della scena del crimine.
Questa deve essere letta attraverso diversi “occhiali”, con un’attività di
investigazione considerata di “terzo livello”.
In particolare, nel primo livello possiamo collocare l’attività di polizia giu-
diziaria sviluppata nella immediatezza del reato che deve tendere a cristallizzare
il luogo del reato e giungere a individuare ed arrestare l’autore. Ad essa si affian-
ca un’attività parallela o successiva di secondo livello, volta a repertare e analiz-
zare i reperti e le tracce del reato, al fine di corroborare o indirizzare le ipotesi
investigative percorse.
Infine, ad un livello “superiore” si colloca l’indagine psico-criminologica
che poggia e può compenetrarsi con gli altri livelli. Sia chiaro che il termine
“superiore” non viene usato come una discriminante, cioè per esprimere un
giudizio di preferenza, ma in senso puramente descrittivo: superiore è cioè che
sta sopra superior stabat lupus e, nella geografia della conoscenza, le leggi scienti-
fiche “stanno sopra” a quelle umanistiche, allorquando si tratta di studiare il
comportamento umano.
Ma l’attività di analisi criminologica del reato deve andare oltre, in quanto,
una volta “rilevata” la scena del crimine, essa potrà essere “siglata” attraverso
una matrice criminologica preventivamente predisposta e successivamente inse-
rita all’interno di un sistema dinamico di archivio dati.
È fondamentale che l’attività di rilevamento dei dati di analisi criminolo-
gica dovrà essere operata dagli specialisti psicologi investigativi, al fine di garan-
tire la necessaria coerenza e omogeneità metodologica.
Conseguentemente, la “stringa” psicologica delineata dalla matrice crimi-
nologica scaturita dalla lettura della scena del crimine, specialmente per i delitti
non risolti, si collocherà in una determinata posizione all’interno dei dati archi-
viati e consentirà di indicare le caratteristiche del “tipo psicologico criminale”
corrispondente .
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(37) Il tipo di supporto che il RAC potrà fornire sarà, quindi, quello di delineare le caratteristiche
dell’autore sconosciuto di un reato e stabilire, attraverso l’analisi del modus operandi, se due o
più crimini dello stesso tipo sono commessi dallo stesso autore. Rispetto all’O.P. si deve
notare che il risultato, minimo e immediato, è quello di fornire le caratteristiche più frequenti
di un autore di reato. Vediamo un esempio di possibile attività: in un caso di omicidio di pro-
stituta, si potrebbe fornire le caratteristiche di base (età, etnia, precedenti penali e altre variabili
sociodemografiche) utili a definire un “profilo medio” dell’assassino di prostitute.
Successivamente, grazie ad analisi più raffinate, si potrebbe affinare il profilo e fornire, inol-
tre, è se quell’omicidio è simile, in termini di modus operandi, ad altro/i omicidi di prostitute
ancora non risolti.
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