Page 86 - Rassegna 2022-2
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DOTTRINA




                  Il sopralluogo, quale momento importante di “osservazione psico-crimi-
             nologica”, non può essere decontestualizzato e non legato a un processo di ana-
             lisi completo ed esaustivo della scena del crimine.
                  Questa  deve  essere  letta  attraverso  diversi  “occhiali”,  con  un’attività  di
             investigazione considerata di “terzo livello”.
                  In particolare, nel primo livello possiamo collocare l’attività di polizia giu-
             diziaria sviluppata nella immediatezza del reato che deve tendere a cristallizzare
             il luogo del reato e giungere a individuare ed arrestare l’autore. Ad essa si affian-
             ca un’attività parallela o successiva di secondo livello, volta a repertare e analiz-
             zare i reperti e le tracce del reato, al fine di corroborare o indirizzare le ipotesi
             investigative percorse.
                  Infine, ad un livello “superiore” si colloca l’indagine psico-criminologica
             che poggia e può compenetrarsi con gli altri livelli. Sia chiaro che il termine
             “superiore” non viene usato come una discriminante, cioè per esprimere un
             giudizio di preferenza, ma in senso puramente descrittivo: superiore è cioè che
             sta sopra superior stabat lupus e, nella geografia della conoscenza, le leggi scienti-
             fiche “stanno sopra” a quelle umanistiche, allorquando si tratta di studiare il
             comportamento umano.
                  Ma l’attività di analisi criminologica del reato deve andare oltre, in quanto,
             una volta “rilevata” la scena del crimine, essa potrà essere “siglata” attraverso
             una matrice criminologica preventivamente predisposta e successivamente inse-
             rita all’interno di un sistema dinamico di archivio dati.
                  È fondamentale che l’attività di rilevamento dei dati di analisi criminolo-
             gica dovrà essere operata dagli specialisti psicologi investigativi, al fine di garan-
             tire la necessaria coerenza e omogeneità metodologica.
                  Conseguentemente, la “stringa” psicologica delineata dalla matrice crimi-
             nologica scaturita dalla lettura della scena del crimine, specialmente per i delitti
             non risolti, si collocherà in una determinata posizione all’interno dei dati archi-
             viati e consentirà di indicare le caratteristiche del “tipo psicologico criminale”
             corrispondente .
                           (37)

             (37)  Il tipo di supporto che il RAC potrà fornire sarà, quindi, quello di delineare le caratteristiche
                  dell’autore sconosciuto di un reato e stabilire, attraverso l’analisi del modus operandi, se due o
                  più crimini dello stesso tipo sono commessi dallo stesso autore. Rispetto all’O.P. si deve
                  notare che il risultato, minimo e immediato, è quello di fornire le caratteristiche più frequenti
                  di un autore di reato. Vediamo un esempio di possibile attività: in un caso di omicidio di pro-
                  stituta, si potrebbe fornire le caratteristiche di base (età, etnia, precedenti penali e altre variabili
                  sociodemografiche)  utili  a  definire  un  “profilo  medio”  dell’assassino  di  prostitute.
                  Successivamente, grazie ad analisi più raffinate, si potrebbe affinare il profilo e fornire, inol-
                  tre, è se quell’omicidio è simile, in termini di modus operandi, ad altro/i omicidi di prostitute
                  ancora non risolti.

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