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DOTTRINA
dell’Arma di ogni ordine e grado, in tema di reati connessi con la violenza di
genere e in particolare in danno delle vittime vulnerabili, con appositi moduli
formativi tematici presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative (ISTI).
A partire dal 2014 presso l’ISTI, infatti, si svolgono annualmente corsi di
formazione in materia di “violenza di genere” (modulo VG). I discenti sono
selezionati dai Comandi Provinciali e al termine del corso, il personale formato,
va ad alimentare la struttura denominata “Rete Nazionale di Monitoraggio”.
L’obiettivo della Rete è quello di avere, a livello di Comando Provinciale,
dei referenti qualificati per la trattazione dei casi più delicati di violenza di gene-
re. Tra i compiti dei referenti vi sono quelli di favorire la tessitura di relazioni
tra gli altri operatori sul territorio (centri antiviolenza, assistenti sociali, presidi
ospedalieri, ecc.), di osservare e rilevare particolari derive o acutizzazioni di
fenomeni, di operare nella raccolta dei dati necessari all’analisi del fenomeno e
di diffondere le buone prassi in materia, sempre con il supporto tecnico della
Sezione Atti Persecutori.
La competenza delle sue Sezioni viene trasferita nei referti criminologici
che prendono spunto da più fonti: in primo luogo da una vasta letteratura al
riguardo (psichiatrica, sociologica, psicologica e giuridica), consolidata dal
punto di vista qualitativo, nel senso che non si tiene conto delle interpretazioni
che, nella comunità scientifica non abbiano pieno riconoscimento quanto a
dignità scientifica e rigorismo nella ricerca.
In secondo luogo dalle esperienze forensi che la psichiatria, la psicologia
applicata, il mondo accademico e la realtà penitenziaria hanno messo a disposi-
zione, congiuntamente, dell’Arma dei Carabinieri per traguardare, in seno ad
uno specifico progetto di ricerca , quelle conoscenze che sono il risultato della
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sinergia professionale di realtà apparentemente distanti.
Tali prerogative si traducono in “suggerimenti” all’investigatore sulle
caratteristiche salienti di un reo, sulle dinamiche psichiche di un testimone, sulle
reazioni di una vittima, sull’effetto che le caratteristiche familiari e l’ambiente
circostante possono esercitare sull’agito criminale di un individuo.
L’esito del supporto criminologico viene compendiato in una “Nota
Tecnica” che costituisce documentazione di attività di polizia Giudiziaria,
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con l’utilizzo processuale alla stregua di un atto di polizia giudiziaria e non,
quindi, quale perizia o consulenza tecnica.
(21) Progetto “S.O.C.R.A.Te.S. - Supporto Operativo Criminologico per l’Arma Territoriale e i
Reparti Speciali”, condotto dal Reparto Analisi Criminologiche dal 2008 al 2014.
(22) Il percorso di produzione della Nota Tecnica, è stata certificata ISO 9001 ed è soggetta ad
Audit semestrale a cura della società di controllo.
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