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STUDI MILITARI
La fregata Carabiniere all’ormeggio;
nella foto si possono notare i due impianti singoli da 76 millimetri di dritta
(Fototeca dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Roma)
integrato DE 1164 identico a quello montato sulle allora modernissime fregate
della classe “Maestrale”, scelta che comportò la modifica strutturale dello spec-
chio di poppa.
Contemporaneamente si dotò la Carabiniere e l’Alpino della cosiddetta
“prora oceanica”, consistente in un paraonde aggiuntivo collocato all’altezza
del trincarino e fu rimossa una delle direzioni del tiro poppiere, interventi che
modificarono parzialmente il profilo longitudinale delle due unità (142) .
Nonostante i lavori per mantenere la Carabiniere e l’Alpino al passo con
l’evoluzione tecnologica, la progressiva entrata in servizio di nuove e più per-
formanti unità del medesimo tipo fece sì che esse cominciassero ad essere uti-
lizzate per la sperimentazione di apparecchiature ed armi da installare sulle
future costruzioni.
(142) Michele COSENTINO, Ruggero STANGLINI, La Marina Militare italiana, cit., pag. 112.
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