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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE
Alfredo Cappellini ed Enrico Toti e la cisterna Sterope, mentre la Marine Nationale
schierò i cacciatorpediniere D’Estrées e Forbin, le fregate Le Bearnais, Le Brestois,
L’Alsacien, L’Agenais, il sottomarino Daphné e inoltre intervennero i nuovi eli-
cotteri SH3D e i velivoli bimotori Grumman S2F e Breguet Atlantique.
Anche negli anni seguenti l’impegno addestrativo della Carabiniere nell’in-
tero bacino del Mediterraneo fu intenso e qualche rara volta operò anche fuori
di esso, come nel settembre del 1973 allorché fece rotta verso il Mar Nero. Era
infatti accaduto che il governo dell’Unione Sovietica aveva formalmente
richiesto alla Marina militare di inviare in visita ufficiale nei porti di
Sebastopoli e di Odessa un paio delle sue unità e, per svolgere tale missione,
erano state scelte la Carabiniere agli ordini del capitano di fregata Franco
Mariotti e il cacciatorpediniere Impavido del capitano di vascello Marcello
Pirozzi che imbarcava l’ammiraglio di divisione Paolo Mainini Comandante
della I Divisione navale.
La crociera durò dal 12 al 29 settembre e le due unità, oltre ai porti sovie-
tici, sostarono anche a Suda nell’Isola di Creta e a Istanbul in Turchia. La
Carabiniere e l’Impavido giunsero a Sebastopoli il 17 settembre e l’ammiraglio
Mainini eseguì le visite protocollari andando a trovare l’ammiraglio di squadra
Susoiev, Comandante in capo della Flotta del Mar Nero, e il sindaco. Le due
autorità sovietiche restituirono la visita salendo a bordo dell’Impavido, sulla quale
venne anche l’ambasciatore italiano a Mosca, il dottor Piero Vinci e, fra le varie
cerimonie che si svolsero durante la sosta, vi fu anche la deposizione di una
corona al Monumento dei caduti di Sebastopoli.
Le unità della Marina militare, ripresa la navigazione, si spostarono a
Odessa dove l’ammiraglio Mainini ripeté le visite protocollari incontrando il
tenente generale Iamsikov, Comandante della Regione militare di Odessa, il
contrammiraglio Trofimov, il più alto ufficiale della Marina sovietica presente,
e il sindaco. Anche in questa seconda città furono organizzate manifestazioni
sportive e culturali e cerimonie, fra le quali un omaggio al Monumento del
Marinaio Ignoto di Odessa (141) .
Rientrate in Italia le due navi ripresero la loro attività addestrativa e, poi-
ché sia la Carabiniere che l’Alpino erano intensamente impiegate, i vertici della
Marina militare desideravano che esse fossero mantenute all’avanguardia sia per
quello che riguardava i sensori e le apparecchiature, sia per quanto concerneva
alcune strutture anche in base all’esperienza maturata nella realizzazione di
nuove unità. Così a partire dal 1987 entrambe le fregate furono sottoposte a
cicli di lavori nell’Arsenale Militare Marittimo della Spezia che comportarono la
sostituzione degli originari sonar a scafo e a profondità variabile con un sistema
(141) L’Impavido e il Carabiniere a Odessa, in Notiziario della Marina, XX (1973), 10, pagg. 8-9.
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