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LIBRI



                                                            Filippo Spiezia
                                         ATTACCO  ALL’EUROPA.  UN ATLANTE  DEL  CRIMINE  PER
                                         COMPRENDERE LE MINACCE, LE RISPOSTE, LE PROSPETTIVE
                                                 Piemme editore, 2020, pagg. 256, euro 16,90

                                            L’Unione europea è da tempo impegnata nel soste-
                                         nere  l’azione  degli  Stati  membri  nel  contrasto  alle
                                         forme più pericolose di criminalità a carattere transna-
                                         zionale,  che  minacciano  la  sicurezza  delle  persone  e
                                         l’integrità dei sistemi politico-economici.
                                            Il fenomeno di un crimine a carattere globale e tran-
                                         snazionale, dunque, non è nuovo per l’Europa. Tuttavia,
                                         il 2015 è stato un anno molto delicato, per la sicurezza
                                         dei cittadini europei ed i sistemi di intelligence, prevenzio-
                                         ne e contrasto sono stati messi a dura prova. In quell’an-
                                         no,  infatti,  alcuni  fenomeni  criminali  hanno  raggiunto
               un’intensità senza precedenti, scuotendo i nostri popoli con eventi tragici. L’Europa
               ha mostrato di avere più di un “fianco” scoperto. Due esempi sono particolarmente
               illuminanti: negli ultimi mesi del 2015, circa 1.000.000 di persone ha varcato illegal-
               mente i confini europei. Ancora, nel 2015 l’Europa ed i suoi Stati membri si sono tro-
               vati a dover fronteggiare un’eccezionale escalation della minaccia terroristica.
                  Vi è stata un’unica occulta regia nel tentativo di mettere l’Europa sotto scacco? Gli attacchi,
               prima in Francia, poi in Germania, in Spagna ed in altri paesi europei, potevano evitarsi? Che cosa
               non ha funzionato nei sistemi di prevenzione e sicurezza, nazionali ed europei? Quali altri settori
               del crimine hanno registrato analoghi picchi? Che cosa è stato fatto per tutelare la sicurezza dei suoi
               cittadini? La risposte messe in campo serviranno ad evitare che quelle situazioni abbiamo a ripetersi?
                  A distanza di alcuni anni da quegli eventi, ma in un quadro che denota il per-
               manere di situazioni critiche per la sicurezza dei cittadini europei, acuite anche dalla
               recente pandemia nota come Covid 19, l’autore ha sentito la necessità di avviare
               una riflessione approfondita e tentare una risposta.
                  Da  tempo  impegnato  all’interno  delle  istituzioni  europee ,  ha  raccolto  la
                                                                           (1)
               “sfida” per approfondire tali temi con un obiettivo ambizioso: cercare di ricostrui-
               re,  in  modo  piano,  lontano  dai  tecnicismi  giuridici,  i  trend  criminali  che  hanno
               minacciato negli ultimi anni la sicurezza in ambito europeo, sino a nostri giorni, e
               di individuare le risposte che le Istituzioni hanno saputo dare.

               (1)   Dal mese di gennaio 2016 svolge le funzioni di membro nazionale italiano ad Eurojust e dal   LIBRI
                    mese di dicembre 2017, a seguito della elezione da parte del collegio dei membri nazionali,
                    quella di Vice Presidente dell’organismo.

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