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LIBRI
Di qui l’idea di un Atlante del crimine europeo.
Come per ogni Atlante, esso parte dai dati, base imprescindibile per la compren-
sione dei fenomeni. L’esplorazione condotta ha riguardato solo alcune forme, tra
le più significative, della moderna criminalità, per abbracciare i temi del terrorismo
internazionale, della criminalità organizzata ed i suoi traffici illeciti (in particolare il
traffico di stupefacenti), della criminalità informatica ed i traffici di esseri umani.
Si tratta di una scelta operata in base alla speciale pericolosità che tali forme pre-
sentano per la sicurezza delle persone e per le istituzioni democratiche, oltre che
per la entità dei profitti illeciti che generano.
I quadri informativi di cui si comporrà l’Atlante sono basati su dati affidabili,
provenienti da documenti ufficiali, nazionali ed europei, affinché ci si possa forma-
re un giudizio corretto su quanto accaduto.
Le informazioni saranno esposte in chiave dinamica, prendendo spesso spunto
da casi reali. Dal dato statistico, dunque, ai fatti ed alla testimonianza diretta.
La sua lettura potrà aiutare a comprendere quanto accaduto nell’Unione euro-
pea negli ultimi anni e risponde ad una bisogno di conoscere meglio, da parte di
tutti, temi in fondo che riguardano la vita di ognuno, in tal modo avvicinando le
istituzioni, attraverso i suoi interpreti, ai cittadini, colmando anche un vuoto comu-
nicativo.
Essa potrà far emergere anche l’idea di un’Unione europea non solo interessata
a monitorare la convergenza dei bilanci nazionali per l’osservanza dei vincoli impo-
sti dal fiscal compact, ma di una entità che si interessa, direttamente e quotidianamente,
dei cittadini dei paesi membri e della loro sicurezza.
Non sarà, tuttavia, una difesa ad oltranza del “sistema” europeo. Nell’Atlante
sono esaminati anche criticamente i meccanismi di funzionamento di settori vitali.
La critica servirà alla costruzione. È necessario ricostruire l’idea dell’Unione
europea in cui a prevalere non siano gli interessi degli Stati più forti, ma quelli del
cittadino europeo. Nonostante i suoi limiti, comunque, il progetto europeo resta
ancora, per l’autore, la più valida ed avanzata risposta, istituzionale ed organizzativa,
per affrontare problemi di tipo globale, come quelli posti dalla criminalità.
La prefazione di Maria Falcone al libro
Sappiamo tutti che il mafioso, da tempo, non è più l’uomo con la coppola storta
in testa e la lupara a tracolla che non sa guardare oltre i confini della sua provincia.
Le indagini ci “raccontano” che Cosa nostra, ormai da decenni, ha esteso i suoi
affari ben oltre la Sicilia e che la ‘ndrangheta, dopo aver conquistato una sorta di
posizione di monopolio in Italia, punta alla leadership mondiale del narcotraffico.
Abbiamo scoperto dalle cronache che sono sorte e prosperano centinaia di orga-
nizzazioni criminali che, per loro struttura e “regole”, ricordano le “nostre” mafie.
Quel che ci è mancato finora, però, è un quadro completo dell’universo criminale
nell’era della globalizzazione e del web. Un’opera che ci rimandi una immagine
complessiva delle mafie che operano ormai oltre i confini dei loro Paesi di origine
e sfruttano tecnologie all’avanguardia. Filippo Spiezia, grande conoscitore della
materia, ci racconta tutto questo, dandoci un ritratto vivido della criminalità orga-
nizzata transnazionale e suggerendoci le “ricette” per affrontarla efficacemente.
Un lavoro imponente, prezioso, che ci dà gli strumenti per affrontare con consa-
pevolezza e lucidità la realtà del nostro tempo e per muoverci con spirito critico
dentro l’enorme mole di informazioni da cui siamo bombardati e che spesso ci
provoca paure e insicurezze.
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