Page 15 - Rassegna 2020-1-Supplemento
P. 15

LA “MANCATA AUTORIZZAZIONE” A TENERE UN CERTO COMPORTAMENTO
                    PUÒ COSTITUIRE IL PRESUPPOSTO DEL REATO DI DISOBBEDIENZA

             e diverso rispetto ai doveri già esistenti in capo al militare, indipendentemente
             dal tipo di tutela prevista dall’ordinamento . Un tale orientamento, già peraltro
                                                     (5)
             disatteso in dottrina  non ha trovato conferma neanche nella giurisprudenza
                                 (6)
             di legittimità, come dimostrano le decisioni concernenti i casi, purtroppo non
             infrequenti, di rifiuto del militare di obbedire all’ordine di firmare per presa
             visione il documento caratteristico contenente il giudizio sui servizi prestati,
             così come previsto dall’art. 692, comma 5 del DPR 15 marzo 2010, n. 90 .
                                                                                 (7)
                  È quindi da ritenere ormai consolidato il principio secondo cui proprio
             l’esistenza di un preesistente dovere, previsto da una norma di ordinamento mili-
             tare ma non penalmente tutelato (in relazione al quale, quindi, non viene in luce
             un  fenomeno  di  assorbimento  ovvero,  se  si  vuole,  di  concorso  apparente  di
             norme penali) costituisce segno della attinenza dell’ordine al servizio o alla disci-
             plina e, quindi, lo introduce a pieno titolo nella previsione dell’art. 173 c.p.m.p.
                  Le considerazioni appena svolte, inquadrate in una prospettiva speculare,
             consentono di fare un ulteriore passo in avanti nel discorso e di affermare, pur
             se ciò può apparire del tutto ovvio, che non commette il reato di disobbedienza
             il militare che contravviene a disposizioni di carattere generale, salvo che a que-
             ste non si sovrapponga un preciso ordine nell’ambito di un rapporto di sovra-
             ordinazione gerarchica. È possibile adesso andare al cuore della questione che
             qui si intende brevemente affrontare.
                  Il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale Militare di Roma, nel-
             l’ambito di un procedimento che riguardava anche altra contestazione, aveva
             escluso il reato di disobbedienza a carico di un soggetto che aveva posto in esse-
             re una certa condotta nonostante il divieto opposto dal superiore. L’elemento
             che aveva indotto il GUP a non ravvisare l’esistenza di un vero e proprio ordine
             erano state le dichiarazioni rilasciate dal superiore stesso dalle quali emergeva
             che il divieto, in realtà, era consistito in una mancata autorizzazione.


             (5)   In questo senso, ma senza diretto riferimento all’ordine militare: A. SANTORO, L’ordine del
                  superiore nel diritto penale, UTET, 1957.
             (6)   Sia consentito sul punto richiamare: A. SABINO, Commento all’art. 23 del DPR 18 luglio 1986, n.
                  545;  in IL  NUOVO  ORDINAMENTO  DISCIPLINARE  DELLE FORZE  ARMATE,  a  cura  di  S.
                  RIONDATO; CEDAM 1978.
             (7)   Sul punto si veda: Cass., Sez. I, 2 dicembre 2014/19 dicembre 2014, n. 52957, in cui sono
                  citati vari precedenti conformi.

                                                                                       11
   10   11   12   13   14   15   16   17   18   19   20