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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Suez, la cui apertura si faceva ogni giorno più imminente . Le idee dell’ex mis-
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sionario iniziarono ad attirare l’attenzione delle Camere di Commercio di alcune
importanti città del Nord della penisola e a questo loro interessamento fece
riscontro quello del governo, che nel frattempo aveva ricevuto richieste per
ottenere protezione e aiuto materiale da parte del già ricordato Giovanni Stella
che, dopo aver deposto anch’egli l’abito talare, aveva ottenuto dal degiac Hailù,
governatore abissino dell’Hamasen, la concessione della regione dello Sciotel,
un territorio di quasi 23.300 ettari a breve distanza da Chéren.
La corvetta di secondo rango a ruote Ettore Fieramosca
(Fototeca dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Roma)
Pertanto nel 1867, quando da quasi due anni la capitale del Regno d’Italia
era stata trasferita da Torino a Firenze e al termine della Terza Guerra
d’Indipendenza era stato ottenuto il Veneto e la parte occidentale del Friuli, il
Ministero degli Affari Esteri, d’accordo con quello della Marina, decise di invia-
re una missione composta da personale di quest’ultima Forza Armata per esplo-
rare il litorale africano del Mar Rosso e alcune delle sue isole. L’11 dicembre il
ministro della Marina, ammiraglio Pompeo Provana del Sabbione, stilò delle
dettagliate istruzioni per il capitano di fregata Luigi Bertelli, comandante della
(5) In quel periodo fra le numerose opere pubblicate per esaltare la nuova via di comunicazione
vi furono Cesare VIMERCATI, Il canale dell’istmo di Suez, sua influenza di pace per l’Europa e di rige-
nerazione per l’Italia, Livorno, s.e., 1864 e Gerolamo BOCCARDO, Lazzaro PATRONE, Il Canale
attraverso l’istmo di Suez e gli interessi commerciali dell’Italia, Genova-Firenze, Pellas, 1865.
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