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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Il Regno d’Italia, nato ufficialmente il 17 marzo 1861 dopo la Prima e la
Seconda Guerra d’Indipendenza e la Spedizione dei Mille, nei primi anni della
sua esistenza dovette far fronte a vari problemi relativi allo Stato unitario.
Questi, particolarmente gravosi all’inizio, furono affrontati dai governi di
Destra, composti da elementi liberali moderati, e riguardarono tra l’altro l’orga-
nizzazione amministrativa e territoriale, le frequenti crisi economiche, il brigan-
taggio, la questione romana, l’isolamento diplomatico e l’insicurezza della fron-
tiera orientale.
Alcune timide iniziative condotte dal governo sardo a partire dal 1857 per
allacciare relazioni con l’Abissinia tramite missionari, come il vescovo
Guglielmo Massaja, i padri Léon des Avanchères e Giovanni Stella, e il capitano
di lungo corso e commerciante Antonio Rizzo non ebbero seguito.
Addirittura il 28 settembre 1861 Cristoforo Negri, che con le sue proposte
aveva innescato la questione africana quando era capo della Direzione per i
consolati e per il commercio del Regno di Sardegna, la liquidò inviando un pro-
memoria al barone Bettino Ricasoli, nuovo ministro degli Affari Esteri dopo la
scomparsa di Camillo Benso di Cavour, nel quale affermava che l’Italia era
totalmente estranea al commercio con l’Abissinia e che, per quanto ne sapeva
lui, alcuna nave battente il tricolore era mai entrata in Mar Rosso.
Negli anni successivi i vari governi che si succedettero alla guida del nuovo
Stato si dovettero occupare, oltre che dei problemi sopra riportati, anche del-
l’eccessivo affollamento delle carceri, questione che aveva già destato serie pre-
occupazioni ai ministri del Regno di Sardegna e a quelli del Regno delle Due
Sicilie. Per risolvere tale situazione fu ritenuto opportuno cercare oltremare un
luogo per deportarvi i detenuti in esubero, come all’epoca stavano facendo altre
Potenze europee .
(1)
Poiché era del tutto indifferente sia la natura sia l’ubicazione del territorio
dove far sorgere una colonia penitenziaria, nel corso del tempo furono intavo-
late trattative oppure avanzate semplicemente ipotesi per occupare, fra l’altro,
nell’Oceano Indiano le Isole Nicobare, le Maldive e Socotra, nel Pacifico alcune
località dell’Indonesia, della Nuova Guinea, delle Filippine, delle Aleutine, nel
Mar dei Caraibi le Antille e nell’Atlantico addirittura le Falkland e la
Groenlandia. Tuttavia neppure una di queste iniziative andò a buon fine, anche
perché in diversi casi il compito di condurre i negoziati era stato affidato ad
esploratori o avventurieri che non ne erano all’altezza.
(1) Riguardo la questione carceraria, all’epoca molto dibattuta, vedi Martino BELTRANI SCALIA,
La deportazione, Roma, Artero, 1874; Id., Il sistema penitenziario secondo il progetto di Codice penale
italiano, Roma, Artero, 1875; Id., La riforma penitenziaria in Italia. Studi e proposte, Roma, Artero,
1879; Francesco SARRI, La questione coloniale, Milano, Corticelli, 1935, pagg. 23-35.
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