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Incisione a bulino, ovvero stampa calcografica
Il procedimento tecnico della stampa calcografica, o “calcografia”,
consiste nell’incisione di una lastra di metallo dalla superfice ben levigata per
mezzo di un bulino, apposito strumento di acciaio temperato e affilato, con il
quale si eseguono tagli incrociati e misurati. La stampa avviene inchiostrando a
mano, mediante appositi tamponi o spatole di plastica, la matrice della lastra
affinché l’inchiostro rimanga solo nelle parti precedentemente incise, riempiendone
i solchi. Dopo aver rimosso l’eccesso di vernice, la lastra è collocata sul
torchio calcografico tra un foglio di cartoncino speciale per incisioni
leggermente umidificato per renderlo più morbido e un feltro particolare, per
essere poi fatta passare sotto il cilindro di pressione. La compressione della
lastra contro il cartoncino permette il passaggio dell’inchiostro da questa al
foglio, realizzando così il perfetto trasferimento dell’immagine incisa.
Le lastre di metallo, solitamente di rame o di zinco, permettono tirature limitate
a causa della loro superfice relativamente tenera.
Le calcografie artistiche portano i nomi della tipografia e dell’incisore.
Tale peculiare tecnica risale al XV secolo e si perpetua in laboratori di eccellenza
tra i quali si distingue la stamperia delle Officine Carte Valori dell’Istituto
Poligrafico e Zecca dello Stato che prosegue, attualmente, questa antica
tradizione con strumenti e meccanismi di avanzata tecnologia.
Ingegnere Alberto Mormile
Direttore Operativo
Poligrafico e Zecca dello Stato

