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DA 70 ANNI LA “VIRGO FIDELIS” È LA PATRONA DELLA FEDELISSIMA



               7. La “Virgo Fidelis” agli occhi di chi veste la divisa
                     La “fedelissima” per antonomasia è l’Arma dei Carabinieri. Non a caso
               “La Fedelissima” è la denominazione della sua Marcia d’Ordinanza con quelle
               gradevoli note che sono nelle orecchie e nei cuori di ciascun italiano. Questa
               scelta di voler privilegiare costantemente la fedeltà quale valore cardine dell’in-
               dossare la divisa dell’Arma è nobilitato dall’affidamento alla Vergine Maria della
               nostra benemerita istituzione, che a Lei si rimette e La invoca con l’appellativo
               di “Virgo Fidelis”. Nelle litanie lauretane le orazioni a Maria si aprono con
               l’omaggio alla santità della Madre di Dio, a Lei ci si rivolge prima come madre,
               poi ci si affida alla sua prudenza, onore e lode, alla sua potenza, clemenza e,
               quindi, alla sua fedeltà, termine che racchiude appunto quello specifico gruppo
               delle invocazioni alla Vergine.
                     Il tema storico, religioso e teologico della figura di Maria e della sua mater-
               na presenza nell’Arma è stato sinora esposto in modo tanto approfondito da
               esaurire ogni possibile altra considerazione. Tuttavia, si vuole ora cambiare tale
               prospettiva muovendosi da un concetto del tutto laico della fedeltà e indagarne
               il senso. In effetti la fedeltà è, in primo luogo, la rispondenza della fiducia di cui
               si gode, come quando si dice “un servitore fedele”, oppure “un amministratore
               fedele”, dunque la fedeltà è obbedienza in colleganza fiduciaria; poi, con l’in-
               tento di individuare la conformità dei fatti all’originale, ci troviamo a dire “rac-
               conto fedele” oppure “versione fedele”, ciò che sta a significare il contenuto di
               autenticità, correttezza e verità che deve suggerire la fedeltà. Infine, fedele è
               anche sinonimo di appartenenza come quando diciamo che “la campana chia-
               ma i fedeli alla messa” oppure “chi col battesimo ha ricevuto la fede ed è dive-
               nuto fedele cristiano”. Dunque la fedeltà ha valore di alleanza e obbedienza, di
               verità e autenticità, di appartenenza e condivisione, ma ciascuna di queste pecu-
               liarità ha un senso solo nella continuità, piena e senza limiti. Per quanto ci si
               sforzi di svolgere considerazioni laiche, si torna, volenti o non, proprio all’ori-
               gine quando ci si accorge che tutti gli elementi costitutivi della fedeltà altro non
               sono che una serie di impegni che si esaltano proprio nella figura della Vergine
               Maria, tutti accolti e assolti con estrema umiltà.  Tutti gli appartenenti all’Arma,
               sin dal giorno in cui indossano gli alamari, hanno ben presenti gli impegni all’es-
               sere fedeli, riconoscendosi nello storico motto “Nei secoli fedele”, e che va, poi,
               ben oltre la vita stessa dei singoli come riconferma l’immagine iconica dello
               scultore  architetto  Giuliano  Leonardi  che,  chiamato  a  raffigurare  la  Vergine
               Maria quale patrona dell’Arma, scelse di rappresentarla in atteggiamento raccol-
               to  mentre,  alla  luce  di  una  lampada,  legge  in  un  libro  le  parole  profetiche
               dell’Apocalisse: “Sii fedele sino alla morte”.


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