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L’AFFAIRE DUBUC - 1787-1805. BONAPARTE, L’INDIA E LE SPIE


                    Il  13  perregaux  riferì  alla  polizia  di  aver  ricevuto,  ancora  tramite
               Hammersley e non Coutts, un deposito di mezzo milione di franchi da parte del
               «général pérron», uno dei mercenari francesi arricchitisi nelle guerre intestine
               dell’impero mahratta e che le avevano conservate passando dalla parte degli
               inglesi .
                     (29)
                    Il 16, dubuc e rossolin, convinti che la loro collaborazione li avrebbe sal-
               vati, furono condotti a riscuotere presso l’ignara filiale parigina della thornton
               & power i residui 19.500 franchi, inclusi i 12mila di fondo spese depositati ad
               amburgo , subito presi in consegna dalla polizia. Subito dopo, essendo ormai
                         (30)
               venute meno le esigenze di segretezza, Fouché concesse a madame Villehaut la
               libertà vigilata e la restituzione delle somme (210 franchi) che le erano state
               sequestrate .
                          (31)
                    arrivato il decreto imperiale, il 25 maggio la prefettura rimise al ministero
               gli atti d’indagine per la formale incriminazione degli arrestati e Fouché, esami-
               nando personalmente una lettera, si accorse che sotto l’inchiostro nero c’era il
               vero testo scritto con inchiostro simpatico azzurro .
                                                                 (32)
                    pur ridotta al solo spionaggio, l’imputazione prevedeva comunque la pena
               di morte .
                        (33)
               (29) - Police, n. 1333 pag. 424. “perron” aveva inoltre spedito 100mila franchi a tal Valérand e 200
                    mila a mme Cuillier (la madre e le sorelle). ex marinaio disertore, pierre Cuillier (1753/5-
                    1834) detto “perron” (diminutivo di pierre) aveva comandato le truppe regolari di Scindia
                    (il più agguerrito degli stati mahratta) create dal savoiardo e più famoso Benoît de Boigne
                    (1751-1830), che si era trasferito in Inghilterra nel 1796. naturalizzato britannico, nel 1802
                    Boigne si era avvalso dell’amnistia per rifarsi una vita a parigi, dove apprese che perron, pas-
                    sato con gli inglesi nel 1803, all’inizio della seconda guerra anglo-mahratta, aveva usurpato
                    tutta la parte rimasta in India dell’enorme patrimonio di Boigne. nel 1805, ad amburgo,
                    perron raccontò di aver accumulato 50 milioni di franchi, ma di averne dovuto lasciare tre
                    quarti in India per ottenere il permesso di tornare in europa. passato in Francia e ricevuto
                    freddamente da napoleone, si stabilì a Fresnes. Georges-marie raymond, Mémoire sur la car-
                    rière  de  M.  Le  Général  Comte  de  Boigne,  Chambéry,  1830.  Herbert  Compton,  A  Particular
                    Account  of   the  European  Military  Adventurers  of   Hindoustan  from  1784  to  1803,  London,  t.
                    Fisher Unwin, 1892.
               (30) - Police, n. 1356, pag. 433 (18 maggio).
               (31) - Police, n. 1342, pag. 427.
               (32) - Police, n. 1390, pag. 443. era la lettera del barone d’Imbert del 10 febbraio.
               (33) - ex-art. 2 t. 4, legge 21 brumaio an 3; art. 1 legge 16 giugno 1793; codice penale del 6 ottobre
                    1791 (p. II, t. 1, Sez. 1, art. 4). recueil, pag. 519.

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