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L’AFFAIRE DUBUC - 1787-1805. BONAPARTE, L’INDIA E LE SPIE


                    In Francia covava da anni la cospirazione antinapoleonica pilotata dalla
               Gran  Bretagna;  non  era  neppure  un  anno  dal  sospetto  suicidio  in  cella  di
               pichegru e dall’esemplare esecuzione di Cadoudal e degli altri mancati attenta-
               tori del primo console e la polizia segreta, diretta da pierre-marie desmaret
               (1764-1832), era all’erta. I giri di rossolin per le bettole e di dubuc nelle anti-
               camere dei ministeri e nei salotti acuirono i sospetti e i due furono messi sotto
                                              (7)
               sorveglianza dall’ispettore generale pierre-Hughes Veyrat (1756-1839), il segu-
               gio ginevrino già illustre per l’arresto di alcuni complici di Cadoudal .
                                                                                 (8)
                    Le circostanze che portarono all’arresto dei due non sono note: sappiano
               solo che «a farli arrestare» fu un innominato «agent secret», premiato con una
               gratifica di 1.200 franchi . I due furono arrestati in segreto il 3 aprile e detenuti
                                       (9)
               nelle celle della prefettura. per impedire la diffusione della notizia fu arrestata e
               condotta alle madelonnettes pure una certa madame Villehaut, «intimement
               liée» con dubuc . nell’incarto processuale sono entrambi descritti di fronte
                                (10)
               alta, occhi bruni, naso lungo, bocca piccola e monto rotondo, ma dubuc, 44
               anni, era castano, basso (1,62), colorito e con gli occhi «abitualmente umidi»,
               l’altro, 41enne, bruno, alto (1,81), pallido, sguardo scuro, un po’ curvo .
                                                                                   (11)
                    dopo un’iniziale esitazione, nel secondo interrogatorio del 27 aprile da
               parte del prefetto di polizia di parigi Louis-nicolas dubois (1767-1862), poi
               confermato davanti al ministro di polizia generale Joseph Fouché (1759-1820),
               dubuc confessò di essere una spia inglese .
                                                        (12)


               (7) - Recueil,  pagg.  508  e  514  «dubuc  se  répandait  à  paris  dans  toutes  les  hautes  sociétés,  et
                    rossolin se mêlait dans les plus modestes, et ramassait, d’après son livre de notes, les bruits
                    qui couraient les rues. L’un et l’autre renouaient leurs anciennes liaisons et rossolin avait éta-
                    bli avec le port de toulon une active correspondance».
               (8) - V. Lettres et documents pour servir à l’histoire de Joachim Murat 1767-1815, publiées par S. a. le
                    prince murat, avec une Introduction et des notes de paul Le Breton, III Gouvernement de Paris
                    1804-1805, n. 1963 murat à napoléon, 10 floréal an XIII, paris, plon, nourrit et Cie, 1909,
                    pag. 411. Bibliografia su Veyrat in Jean toulard, Joseph Fouché, paris, Fayard, 1998 e emmanuel
                    de Waresquiel, Fouché: les silences de la pieuvre, paris, tallandier, 2014.
               (9) - Police, cit., I, n. 1448, pag. 464.
               (10) - Police, Bollettino del 26 fiorile [16 maggio], n. 1342, pag. 427.
               (11) - Recueil, pagg. 517-518.
               (12) - Recueil, pagg. 511 e 514: «après avoir hésité dans son premier interrogatoire, a fini par avouer,
                    dans le second, la totalité des faits».

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