Page 182 - Rassegna 2018-1_2
P. 182
TRIBUNA DI STORIA MILITARE
dalla corrispondenza sequestrata risultava che dubuc faceva poco o nien-
te . nel rapporto a Fouché dubois scriveva che la missione delle due spie non
(23)
era «appuyée d’aucuns moyens réels» e «le but des gens tant à Londres qu’à paris
[était] évidemment de surprendre quelqu’ argent aux ministres anglais». Infatti il 30
aprile murat, in qualità di governatore generale di parigi, informò napoleone che
si pensava di utilizzarli come agenti doppi, come si era fatto col cospiratore Louis
Fauche-Borel (1762-1829) , anche per continuare, tramite loro, a spillare quattrini
(24)
agli inglesi: «Ils ont rendu des revélations importantes, ils sont au secret», riferiva
murat. «Le préfet de police a pris les mesures nécessaires pour obtenir des rensei-
gnements ultérieurs et toucher les fonds qui leur sont annoncés d’angleterre. Il les
a engagés surtout à continuer leur correspondance et ils ont tout promis» .
(25)
L’imperatore fu però di diverso avviso. Il 16 maggio, da milano , decretò
(26)
il rinvio di dubuc e rossolin alla corte marziale «comme prévenus d’espionna-
ge avec l’ennemi», raccomandando a murat di non nominare giudici «aucun des
officiers qui composaient la commission qui a jugé le duc d’enghien» , ma
(27)
gente ‘intesa’ («qui ait les lumières nécessaires»). occorreva un esempio: «Cette
affaire doit commencer et finir promptement. Il faut faire imprimer la sentence
avant l’exécution et donner un grand éclat à cette affaire, afin d’imprimer une
salutaire terreur à veux qui voudraient les imiter»). Intanto il 2 maggio i due
erano stati trasferiti nella tetra torre del tempio (28) dov’era stata detenuta la
famiglia reale e che napoleone avrebbe fatto demolire tre anni dopo.
(23) - Le lettere da Londra sequestrate dalla polizia ne menzionavano sette di dubuc a Londra il
23 novembre e 19 dicembre 1804, il 2, 8 e 12 gennaio e il 10 e 24 febbraio 1805 [recueil, po.
507, 513] ma ne avrà scritte una o due pure a marzo, arrivate quando già era stato arrestato.
Le lettere, indirizzate a un nome di copertura («m. dubinès») erano scritte con inchiostro
simpatico fabbricato dagli stessi accusati e sovrascritte da rossolin «en claro», parlando «des
choses vagues […] de marchandises et de coquillages» [pag. 513].
(24) - Mémoires de Fauche-Borel, paris, moutardier, 1829.
(25) - Lettres, n. 1963 murat à napoléon, 10 floréal an XIII, pag. 411.
(26) - n. 2008 napoléon à murat, 26 floréal an XIII, pag. 432.
(27) - arrestato il 15 marzo 1804 con una extraordinary rendition nel margraviato di Baden, il duca
fu giudicato e fucilato nel fossato del castello di Vincennes il 21 marzo. La commissione era
presieduta dal generale Hulin, comandante dei granatieri a piedi della guardia consolare.
(28) - maurice Barthélemy, Histoire politique et anecdotique des prisons de la Seine: contenant des renseigne-
mens entièrement inédits sur la période révolutionnaire, paris, Guillemin, 1840, pag. 436.
180

