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SCENARIO INTERNAZIONALE



                  2. Guerra dei sei giorni. Terza guerra arabo-israeliana

                       le cause che portarono alla cosiddetta “guerra dei sei giorni” o terza
                  guerra arabo-israeliana sono riconducibili a diverse crisi che caratterizzarono il
                  medio oriente israeliana alla metà degli anni sessanta. nel 1964 nacque un sog-
                  getto politico destinato a divenire uno dei protagonisti della storia mediorien-
                  tale: l’olP (organizzazione per la liberazione della Palestina), che si sarebbe
                  presto affrancata dagli stati della lega araba, per divenirne il principale porta-
                  voce del popolo palestinese. una delle componenti più rilevanti dell’olP era
                  “al-fatah” (la conquista), un’organizzazione politica e paramilitare palestinese
                  costituita nel 1959 da esuli palestinesi in Kuwait.
                       tra il gennaio del 1965 e il giugno del 1967 militanti di al-fatah si resero
                  responsabili di oltre 122 atti di sabotaggio e di terrorismo, molti dei quali lanciati da
                  basi in siria e giordania contro istallazioni civili, militari e governative israeliane. va
                  detto che mentre damasco avrebbe sempre garantito ai gruppi di al-fatah suppor-
                  to logistico e militare, amman avrebbe tentato di ostacolare svariate operazioni
                  palestinesi per timore delle dure rappresaglie israeliane. altro fattore di tensioni
                  lungo la frontiera siriano-israeliana, ebbe ad oggetto la disputa per le acque del
                  fiume giordano, da cui dipendevano numerose attività agricole israeliane.
                       un contesto estremamente delicato dunque cui si aggiunsero una minac-
                  ciosa alleanza interaraba tra siria, egitto e giordania, e poi il ritiro, sotto forti
                  pressioni egiziane, dell’unef (forze di emergenza delle nazioni unite), schie-
                  rata nella zona del canale a seguito della crisi del 1956. vi fu l’occupazione da
                  parte delle forze egiziane della località di sharm el-sheik e degli stretti del tiran,
                  a cui seguì una dura reazione di Israele, che chiarì come l’occupazione degli tali
                  stretti e la conseguente chiusura del golfo di aqaba mettessero a repentaglio i
                  suoi interessi nazionali. nasser fu informato dai sovietici di un massiccio afflus-
                  so di reparti israeliani verso la frontiera, attivò così le forze armate e intensificò
                  le ricognizioni aeree, ma si rivelarono misure del tutto inutili di fronte alla forza
                  dell’attacco israeliano. Il 5 giugno 1967, ottenuto il consenso americano, alle ore
                  07:45 l’Iaf (Israeli air force) lanciò l’operazione “focus”, che vide impiegata
                  la quasi totalità dei suoi velivoli.
                       In poco meno di un’ora, i caccia israeliani distrussero i tre quarti dell’avia-


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