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GLI “EROI” DELL’ARMA: SALVO D’ACQUISTO NON È SOLO


                  In questa temperie va collocata l’esecuzione del generale di brigata dei
             carabinieri Giuseppe Dezio a Saonara (Padova) la notte del 28 aprile 1945,
             quando Berlino si è arresa da quattro giorni.
                  Il generale Dezio, come ricorda la motivazione della medaglia d’argento al
             valor militare conferitagli alla memoria, è in congedo dopo avere lungamente
             prestato onorato servizio nell’Arma.
                  Dopo l’armistizio, Dezio risponde all’appello della patria con l’entusiasmo
             dei vent’anni, si impegna nella Resistenza, organizza nuclei armati, crea un ser-
             vizio di assistenza morale e materiale per i combattenti clandestini.
                  Durante le giornate insurrezionali dell’aprile 1945 viene catturato dalle SS,
             che già detengono ostaggi civili estranei alla Resistenza. Dezio, nell’intento di
             salvarli, offre la sua vita: “Se si vuole compiere una rappresaglia, sia fatta su di
             me, ma sia risparmiato sangue innocente”.
                  Parla in lui l’eredità secolare di una civiltà morale e giuridica antica, coniu-
             gata con l’etica del carabiniere che gli fa concepire come un dovere questo ten-
             tativo di estrema difesa di concittadini, rinunciando a difendersi. Ma la generosa
             offerta non ha successo perché le SS vivono in una dimensione diversa da quel-
             la umana.
                  Per conto suo, il generale Giuseppe Dezio, a 68 anni, affronterà il plotone
             di esecuzione con dignità e coraggio, “fiero di suggellare col sacrificio della vita
             le gloriose tradizioni della sua Arma” .
                                                 (12)
                  C’è un filo d’oro che percorre tutto il tempo tra il 1943 e il 1945 e in fondo
             collega tra loro le esperienze di dedizione e di sacrificio, come se la scelta del-
             l’eroe Salvo D’Acquisto si sia proposto come esempio dello stile di vita con il
             quale i militari dell’Arma concepiscono il loro dovere.
                  Naturalmente, ogni caso è a sé, ed è agevole cogliere differenze da una cir-
             costanza all’altra: nel momento in cui sacrifica la sua vita D’Acquisto antepone
             alla propria la salvezza degli altri - che considera popolo a lui affidato - con la
             serenità di chi compie il proprio dovere di militare dell’Arma.
                  In circostanze diverse, concorrono alle decisioni anche l’impegno resisten-
             ziale o la fede, ma è comune la filosofia del dovere che viene applicata dai cara-
             binieri.
             (12) - A. BARTOLINI, A. TERRONE, cit., pag. 265.

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