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STUDI GIURIDICO-PROFESSIONALI
l’epilogo di una lunga vicenda che vede l’Italia impegnata nel recupero del
proprio patrimonio culturale illegalmente detenuto da incauti istituti museali
statunitensi.
Di seguito parleremo del caso getty museum e dell’accordo siglato con
l’Italia, grazie al quale si è giunti alla restituzione di importanti reperti archeo-
logici trafugati negli anni dal nostro territorio nazionale .
(73)
In un convegno organizzato a roma dal FaI, il 10 novembre 2006 l’allora
ministro per i bb.cc., Francesco rutelli, ha irrotto con una minaccia di
“embargo culturale”, da parte del nostro paese nei confronti del getty
museum, laddove quest’ultimo si fosse rifiutato di riconoscere e restituire
all’Italia 52 opere d’arte ritenute illegalmente esportate dal nostro territorio
nazionale a beneficio di quel museo.
michael brand, a quel tempo direttore del getty museum, ribatteva pro-
ponendo la chiusura della trattativa con 26 opere da restituire, come già accon-
sentito con l’accordo bilaterale sottoscritto il 5 ottobre 2005; l’avvocato dello
stato, maurizio Fiorilli, rappresentante del ministero per i beni e le attività
culturali nel caso “getty museum”, sottolineò che l’accordo menzionato da
brand non era altro che un atto risolutivo ma meramente preliminare della trat-
tativa.
sicché, dopo qualche giorno, il mibac, avendo appreso dai propri esperti
che 6 delle 52 opere richieste per la restituzione potevano non provenire dal
nostro territorio, chiedeva il ritorno di 46 opere risultanti chiaramente di pro-
prietà italiana; questa volta il ministro per i beni e le attività culturali, pur non
parlando più di “embargo culturale”, dava maggiore enfasi alla volontà del
governo italiano di riportare in patria, tra le opere richieste, i due reperti di mag-
giore importanza, ovvero la Venere di morgantina e l’atleta di Fano; brand, dal
canto suo, confermando la sua disponibilità per la restituzione delle 26 opere
precedentemente accordate, dichiarava di essere disponibile a fare chiarezza
sulla Venere di morgantina, ma allo stesso tempo chiudeva ogni possibilità di
trattativa sul caso dell’atleta di Fano.
(73) - tratto dall’articolo di tsao ceVolI, a cura di, Archeomafie - anno I, n. 1 2009, rivista
dell’osservatorio Internazionale archeomafie, International research center for
environment and cultural heritage, http://www.ircech.org/
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