Page 99 - Rassegna 2-2016
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STUDI GIURIDICI

2. Il settore di intervento: la “criminalità ambientale”

      Per comprendere appieno cosa sia il CCTA, è dunque necessario chiarire
preliminarmente qual è il “campo di battaglia”, ossia la citata “criminalità
ambientale”, definendone aspetti salienti e peculiarità. Per “criminalità ambien-
tale” si intende un fenomeno di preoccupante estensione in quanto dotato di
una intrinseca trasversalità che coinvolge ambiti di interesse sempre più varie-
gati oltre che soggetti o consorterie sempre più evoluti.

      Quando si parla di Criminalità Ambientale, ci si deve infatti riferire all’in-
sieme di condotte contrarie alla legge e direttamente lesive di un superiore dirit-
to della persona, che comprendono anche l’integrità fisica e psichica e la salva-
guardia della qualità della vita.

      D’altronde è il testo di riferimento in materia ambientale, ossia il D.Lgs.
152/2006 - così come modificato dal D.Lgs. 205/2010 - che, all’articolo 177,
individua con grande chiarezza lo scopo della normativa dedicata alla gestione
dei rifiuti: “proteggere l’ambiente e la salute umana”.

      Nel primo rapporto sul contrasto all’illegalità ambientale del Ministero
dell’Ambiente, risalente al 2009, si legge testualmente: “l’esperienza maturata
nello specifico settore e l’esito delle attività d’indagine svolte, ha acclarato il
ruolo diretto delle grandi organizzazioni criminali nel “business ambiente”
soprattutto a causa dei molteplici ambiti nei quali è possibile diversificare le
infiltrazioni illegali nonché per l’imponente quantità di denaro che gravita
intorno al patrimonio ambientale del Paese. Il traffico e lo smaltimento illecito
dei rifiuti, l’inquinamento dei corsi d’acqua e delle sorgenti, l’abusivismo edili-
zio sono i principali settori nei quali la malavita organizzata ha intravisto la
possibilità di ingenti guadagni anche per mezzo di connivenze eccellenti.
Attratta dai grandi flussi di denaro e dai menzionati appoggi, la criminalità che
opera anche nel settore ambientale ha avuto modo di diffondersi rapidamente
su tutto il territorio nazionale e non di rado, di trovare validi contatti per pro-
seguire oltre frontiera i propri traffici. Per le ragioni descritte non è facile l’in-
dividuazione di un unico modus operandi, ma l’analisi dei risultati conseguiti nei
settori d’intervento può consentire di focalizzare l’attenzione sulle aree di mag-
giore criticità”.

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