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IL RUOLO DELL’ARMA NEL CONTRASTO AGLI ILLECITI AMBIENTALI:
IL COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE
Le risultanze di analisi derivanti da anni di esperienza investigativa tendo-
no a distinguere due diversi tipi di Criminalità Ambientale: quella comune e
quella organizzata.
Per Criminalità Ambientale comune si può intendere una qualsiasi con-
dotta occasionale che lede l’ambiente e che fa riferimento anche a condotte
mono-soggettive.
La Criminalità Ambientale organizzata è tipizzata da un’area comune d’in-
teresse criminale in cui le condotte delinquenziali si distinguono per la sistema-
ticità e l’organizzazione di strutture e mezzi. In quest’ambito, come si vedrà di
seguito, si dovranno verificare gli interessi e la consistenza che frange di crimi-
nalità organizzata di tipo mafioso pongono rispetto al settore ambientale lad-
dove i reati commessi rappresentano non il fine bensì il mezzo attraverso il
quale conseguire gli obiettivi criminali del sodalizio.
Sicuramente il settore ambientale rappresenta un’opportunità economica
appetibile per i più svariati interessi criminali. Il ciclo dei rifiuti e del cemento si
configura quale comune denominatore del vario cosmo delle attività illecite.
Altro settore che, soprattutto negli ultimi anni, ha attratto l’attenzione delle
organizzazioni criminali è quello delle energie alternative, la cui diffusione è
promossa per mezzo di programmi di sensibilizzazione ed incentivazione eco-
nomica.
In numerose attività investigative condotte dal CCTA è emersa una spie-
tata tendenza della criminalità organizzata ad infiltrarsi in circuiti economici ed
imprenditoriali legali, con una fusione di leciti ed illeciti messi in atto da privati
che spesso si avvalgono della mediazione di figure interne alla Pubblica
Amministrazione per penetrare in qualsiasi contesto, grazie al collante della cor-
ruzione.
L’elemento di significatività della criminalità organizzata operante nel set-
tore ambientale è dato dal fattore di ingiusto profitto. Esso rappresenta la moti-
vazione ovvero il movente dell’azione illecita strutturata.
La centralità e l’importanza di questa componente è stata sottolineata
attraverso l’inserimento di uno specifico richiamo nel testo di cui all’articolo
260 del D. Lgs. 152/2006 laddove l’argomento rappresenta la tipicità dell’azione
dolosa (dolo specifico).
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