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IL RUOLO DELL’ARMA NEL CONTRASTO AGLI ILLECITI AMBIENTALI:
IL COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE
Stante la rilevata poliedricità del fenomeno di criminalità ambientale, la
expertise investigativa dell’operatore di polizia che si occupa di tutela dell’ambien-
te deve necessariamente estendersi ad ulteriori settori quali la conoscenza delle
dinamiche e della normativa di funzionamento della Pubblica Amministrazione,
degli appalti, dell’esecuzione di Grandi Opere Pubbliche e delle fonti rinnovabili
non fossili (eolico, fotovoltaico, geotermico, biomassa, biogas, ecc.).
4. Linee evolutive del traffico di rifiuti
Le illegalità correlate al ciclo dei rifiuti, per i consistenti profitti illeciti che
consentono, costituiscono l’espressione più significativa della cosiddetta crimi-
nalità ambientale.
Lo scenario dell’illecito è essenzialmente definito secondo le due direttrici
in precedenza indicate:
a. l’illegalità diffusa, consistente nelle violazioni alla normativa di settore
poste in essere da soggetti singoli, indipendentemente dal comportamento
tenuto da altri. Laddove tali illegalità raggiungono livelli di sistematicità, queste
divengono socialmente dannose in misura confrontabile con quelle della c.d.
criminalità ambientale;
b. la criminalità ambientale, che ha riferimento ad attività poste in essere in
forma organizzata ed orientate all’illecito profitto. Un fenomeno grave e peri-
coloso proprio perché originato e sostenuto dalle ampie possibilità di guadagno,
dalle quali sono attratti alcuni settori del mondo imprenditoriale, protesi ad
incrementare i profitti anche mediante il fraudolento contenimento dei costi di
smaltimento dei rifiuti prodotti. Settore, questo, di sicuro interesse anche per la
criminalità organizzata, sia comune sia di tipo mafioso.
L’esame delle attività investigative mostra come il traffico illecito dei rifiuti
rientri tra le deliberate scelte d’impresa tese all’economizzazione dei costi. La
sovrapponibilità tra criminalità ambientale e criminalità d’impresa, come prece-
dentemente affermato, si inizia a riscontrare con l’applicazione dell’articolo 260
in correlazione con le norme che regolano il concorso delle persone nel reato
e maggiormente con il delitto associativo dell’articolo 416 c.p.
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