Page 90 - Quaderno 4-2016
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Il rapporto di coppia, al pari del legame infantile bambino-caregiver, implica una
         vicinanza fisica ed emotiva a una persona specifica spesso non sostituibile,
         una sorta di legame preferenziale in cui uno dei due partner riproduce quella che
         Bowlby definisce “base sicura209”.
         In conformità a questa vicinanza possiamo sviluppare tutto un ragionamento sul
         come mai la donna, vittima di abusi e maltrattamenti, non interrompa la
         relazione con il suo aggressore.
         Il ruolo svolto da altri significativi può implicare il permanere di relazioni
         malsane che provocano sofferenza, rabbia e dolore, ma tale insoddisfazione del
         legame, non induce inevitabilmente a una sua rottura210.
         Secondo Bowlby, la forza dei legami non è necessariamente connessa alla loro
         qualità, infatti, le persone vittime di abusi si sentono legate al partner nonostante
         questo provochi loro insofferenza e violenza.
         Dunque, secondo lo psicologo, a promuovere la stabilità di relazioni poco
         soddisfacenti non è tanto la qualità del legame quanto le “esigenze emotive211”, che
         ne rendono impossibile una rottura. La donna, che è incapace di spezzare un
         legame che la fa soffrire, ha sviluppato in passato, da bambina, un processo di
         attaccamento debole e sofferente e dunque, permane in lei il bisogno costante di
         avere vicino una persona (il partner) anche se questo si dimostra poco rispettoso di
         lei e delle sue scelte di vita. Questa ricerca di vicinanza è molto evidente anche nel
         bambino nel rapporto con la madre, il minore deve essere sicuro della sua presenza
         e per sentirsi tranquillo ha bisogno di una vicinanza fisica ed emotiva.
         La stessa cosa accade alla donna che decide di mantenere il legame malsano per

209 Questo concetto, sviluppato inizialmente da Mary Ainsworth, è stato particolarmente valorizzato da
   Bowlby che ha spiegato come un bambino o un adolescente, per rapportarsi al mondo esterno, nonché
   quello extra familiare, abbia bisogno di sentirsi sicuro di poter ritornare “sapendo per certo che sarà il
   benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato” (Bowlby
   1988, p. 10). Ne consegue che fornire una base sicura è una delle caratteristiche principali dell’essere
   genitori e così, quelli capaci di offrirla, sostengono i figli nella graduale emancipazione, ma, quando
   necessario, intervengono per proteggerli, rassicurarli e accudirli.

210 “[...] quella forma di comportamento che si manifesta in una persona che consegue o mantiene una
   prossimità nei confronti di un altro individuo differenziato o preferito, ritenuto in genere più forte e
   più esperto, in grado di affrontare il mondo in modo adeguato. Questo comportamento diventa molto
   evidente ogni volta che la persona è spaventata, affaticata o malata, e si attenua quando si ricevono
   conforto e cure.” (Bowlby, 1988).

211 VELOTTI P., op. cit., p.77.

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