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Il rapporto di coppia, al pari del legame infantile bambino-caregiver, implica una
vicinanza fisica ed emotiva a una persona specifica spesso non sostituibile,
una sorta di legame preferenziale in cui uno dei due partner riproduce quella che
Bowlby definisce “base sicura209”.
In conformità a questa vicinanza possiamo sviluppare tutto un ragionamento sul
come mai la donna, vittima di abusi e maltrattamenti, non interrompa la
relazione con il suo aggressore.
Il ruolo svolto da altri significativi può implicare il permanere di relazioni
malsane che provocano sofferenza, rabbia e dolore, ma tale insoddisfazione del
legame, non induce inevitabilmente a una sua rottura210.
Secondo Bowlby, la forza dei legami non è necessariamente connessa alla loro
qualità, infatti, le persone vittime di abusi si sentono legate al partner nonostante
questo provochi loro insofferenza e violenza.
Dunque, secondo lo psicologo, a promuovere la stabilità di relazioni poco
soddisfacenti non è tanto la qualità del legame quanto le “esigenze emotive211”, che
ne rendono impossibile una rottura. La donna, che è incapace di spezzare un
legame che la fa soffrire, ha sviluppato in passato, da bambina, un processo di
attaccamento debole e sofferente e dunque, permane in lei il bisogno costante di
avere vicino una persona (il partner) anche se questo si dimostra poco rispettoso di
lei e delle sue scelte di vita. Questa ricerca di vicinanza è molto evidente anche nel
bambino nel rapporto con la madre, il minore deve essere sicuro della sua presenza
e per sentirsi tranquillo ha bisogno di una vicinanza fisica ed emotiva.
La stessa cosa accade alla donna che decide di mantenere il legame malsano per
209 Questo concetto, sviluppato inizialmente da Mary Ainsworth, è stato particolarmente valorizzato da
Bowlby che ha spiegato come un bambino o un adolescente, per rapportarsi al mondo esterno, nonché
quello extra familiare, abbia bisogno di sentirsi sicuro di poter ritornare “sapendo per certo che sarà il
benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato” (Bowlby
1988, p. 10). Ne consegue che fornire una base sicura è una delle caratteristiche principali dell’essere
genitori e così, quelli capaci di offrirla, sostengono i figli nella graduale emancipazione, ma, quando
necessario, intervengono per proteggerli, rassicurarli e accudirli.
210 “[...] quella forma di comportamento che si manifesta in una persona che consegue o mantiene una
prossimità nei confronti di un altro individuo differenziato o preferito, ritenuto in genere più forte e
più esperto, in grado di affrontare il mondo in modo adeguato. Questo comportamento diventa molto
evidente ogni volta che la persona è spaventata, affaticata o malata, e si attenua quando si ricevono
conforto e cure.” (Bowlby, 1988).
211 VELOTTI P., op. cit., p.77.
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